Oggi, martedì 7 luglio, si celebra un traguardo con un importante valore simbolico per tutto il territorio modenese, la sua storia e la sua cultura enogastronomica. Viene ufficialmente emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica delle Eccellenze del sistema produttivo e del made in Italy, dedicato alla “Ricetta originale dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena nel 60° anniversario della costituzione della Consorteria”. La vignetta del francobollo, vera e propria miniatura da collezione, riproduce un pezzo di storia inestimabile: l’incipit della lettera datata 2 marzo 1862 con cui l’agronomo Francesco Aggazzotti di Formigine descrisse la ricetta originale a Pio Fabriani di Spilamberto. Il prezioso manoscritto rappresenta il riferimento ufficiale per tutti i cultori di questa eccellenza, e viene gelosamente conservato e custodito presso il Comune di Ravarino. A completare l’immagine, in basso, è raffigurata una batteria di botti in legno in cui l’Aceto Balsamico invecchia per anni nel pieno rispetto di una tradizione plurisecolare, incorniciata dalle legende “Manoscritto ricetta originale” e “60° Consorteria ABTM”. La tiratura di questa emissione speciale è di 180mila esemplari.
 
Per celebrare il debutto di questo veicolo di identità territoriale, una numerosa rappresentanza modenese si trova oggi a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A guidarla in veste di capo delegazione c’è Moreno Gesti, assessore ad Ambiente, Agricoltura, Promozione del Territorio e Cultura Locale del Comune di Ravarino. Con lui sono presenti i rappresentanti del mondo del Balsamico e delle istituzioni locali: Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria ABTM e consigliere del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena; Maurizia Rebecchi, sindaca di Ravarino; Patrizio Piga, vicesindaco di Ravarino; Massimo Glielmi, sindaco di Spilamberto; Corrado Bizzini, assessore a Commercio, Eventi, Turismo e Promozione Territoriale del Comune di Formigine; Simona Sarracino, consigliera provinciale di Modena.  
 
 
L’uscita di questo prezioso francobollo, che chiunque, dai prossimi giorni, potrà acquistare presso tutti gli uffici postali italiani per arricchire la propria collezione o spedire un frammento di “modenesità” nel mondo, ha una doppia e profonda valenza simbolica: si inserisce infatti all’interno della grande celebrazione del 60° anniversario della nascita della Consorteria, che cade proprio nel 2026. Si tratta di un traguardo reso possibile dai soci fondatori e da tutti i volontari che in questi sessant’anni hanno avuto un unico obiettivo: consolidare la cultura e la conoscenza dell’Aceto Balsamico Tradizionale, un “mito inscalfibile” del nostro territorio. L’impegno del Gran Maestro Maurizio Fini e della Consorteria rimane quello di puntare sempre all’eccellenza e non cercare facili scorciatoie, ricordando proprio il monito che lo stesso Aggazzotti inserì in quella sua famosa lettera del 1862. Oggi, con questo francobollo, la Consorteria e il suo territorio non solo ricordano la storia, ma la fanno in prima persona, lasciando un sigillo tangibile a disposizione di tutti gli appassionati.  
 

Di seguito, l’intervento di Moreno Gesti, assessore a Ravarino

“E’ il 2 marzo 1862 quando Francesco Agazzotti, avvocato ed agronomo formiginese, scrive una lettera al suo amico e collega avvocato Pio Fabriani, di Spilamberto. L’Aceto Balsamico esisteva già da secoli, ma la sua produzione era affidata alla tradizione orale, custodita all’interno delle famiglie e tramandata da una generazione all’altra. Questa lettera, oggi conservata presso il Comune di Ravarino, rappresenta il primo documento scritto in cui la procedura per ottenere l’”Aceto balsamico modenese” viene descritta in modo preciso e dettagliato. Con questo manoscritto, il Balsamico passa dalla sua preistoria alla Storia. Il ritrovamento di questo documento, negli anni ’60 del ‘900, è una delle scintille che fa nascere la Consorteria dell’ABTM, che ha l’intento di conservare e tramandare la tradizione autentica di questa eccellenza. Da allora, la cultura del Balsamico si è ampliata: è uscita dai confini dei sottotetti delle acetaie famigliari, rimanendo però nel solco di quella tradizione. Oggi sono ottocento i soci della Consorteria ABTM e oltre duecento le imprese del settore agricolo e agroalimentare iscritte al Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P.  Sono state 168.068 le bottiglie certificate nel 2026: 107mila di affinato; 60mila di extravecchio. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ha un solo ingrediente: il mostro cotto.  Il resto è fatto di sapere, passione e tempo. Occorrono due quintali di uva per ottenere circa 70 litri di mosto cotto e, da questi, dopo 25 anni circa due litri di ABTM extravecchio. Con l’emissione di questo francobollo si celebra un manoscritto di grande valore storico e si riconosce l’impegno di una filiera economica che affonda le radici in tradizioni antiche e le trasmette, immutate, alle nuove generazioni. Il Balsamico è tradizione, passione, territorio, storia e cultura. E’ uno dei principali motori del turismo enogastronomico: porta in Italia, ogni anno, tra i 150mila e i 200 mila turisti, la maggior parte dei quali stranieri: circa l’80%. Vogliamo cogliere questa occasione per rilanciare la candidatura per il riconoscimento dell’Aceto Balsamico come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO; una tradizione che non è solo un simbolo di modenesità, ma è anche uno dei biglietti da visita dell’Italia nel Mondo. E, dopo l’evento di oggi, ci auguriamo che lo sia sempre di più”.

 
 
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