È di Carpi il miglior Aceto Balsamico Tradizionale: Lorenzo Martinelli vince il 60° Palio di San Giovanni
Lorenzo Martinelli, di Carpi, è il vincitore del 60° Palio di San Giovanni, la competizione promossa dalla Consorteria del Balsamico Tradizionale che ogni anno premia i migliori campioni di Aceto Balsamico Tradizionale. La cerimonia di premiazione si è svolta a Spilamberto, nell’ambito di un’edizione particolarmente significativa per l’associazione, che nel 2026 celebra i suoi sessant’anni di attività.
Martinelli si è aggiudicato il primo posto con il punteggio di 323,883. Alle sue spalle, con un distacco minimo, Fabrizio Zoboli di Nonantola, secondo con 323,817 punti, e Gabriele Gibertini di Maranello, terzo con 323,494 punti.
L’edizione 2026 ha registrato numeri importanti: 1.940 campioni presentati e oltre 25.000 valutazioni effettuate dagli assaggiatori. Dati che confermano la partecipazione diffusa e il radicamento di una tradizione che continua a coinvolgere acetaie familiari, produttori e appassionati in tutto il territorio modenese.
La rosa dei dodici finalisti prosegue con Stefano Pivetti di San Prospero, quarto con 323,245 punti, Vanni Vignoli di Modena, quinto con 322,178 punti, e Alessio Foroni, sempre di Modena, sesto con 321,350 punti. Settimo posto per Lauro Molinelli di Soliera con 321,017 punti, ottava Sara Baldazzini di Vignola con 320,989 punti, nono Romano Ansaloni di Castelfranco Emilia con 320,695 punti.
Completano la classifica dei finalisti Massimo Giberti di Modena, decimo con 319,656 punti, Rita Greco Rossi, undicesima con 318,996 punti, e Gianni Fiorini, dodicesimo con 316,906 punti.
Come previsto dalla tradizione del Palio, nei prossimi giorni il primo classificato riceverà la visita del Gran Maestro per la marchiatura a fuoco delle botti dell’acetaia con il logo della Consorteria. Ai finalisti sono stati consegnati il bassorilievo in bronzo raffigurante il torrione di Spilamberto e il cucchiaino d’oro.
Durante la cerimonia il Gran Maestro Maurizio Fini ha ricordato il significato particolare di questa sessantesima edizione, legandolo alla storia dell’associazione e al lavoro di chi, negli anni, ha contribuito alla tutela e alla diffusione della cultura del Balsamico Tradizionale.
«Dopo dieci anni ringrazio il cielo perché questa cosa ancora mi emoziona, non passa, è sempre eccitante come la prima volta», ha detto Fini dal palco. «Questo Palio non è come gli altri, ha in sé la forza e l’unicità del numero sessanta. È un’edizione speciale che vorrei dedicare ai fondatori, ai pionieri, a coloro che tracciarono il solco e che sapevano perfettamente che l’Aceto Balsamico Tradizionale sarebbe diventato un mito inscalfibile e insuperabile».
Nel suo intervento Fini ha ricordato alcune figure storiche della Consorteria, tra cui Rolando Simonini, Fermo Rizzi, Benedetto Benedetti, Gianluigi Pederzini, Adriano Malmusi e Florindo Sirotti, alla presenza dei familiari. Un passaggio dedicato alle radici dell’associazione, ma anche al passaggio generazionale che oggi coinvolge nuovi assaggiatori e nuovi appassionati.
«Il Balsamico è un percorso simile alla vita, un percorso di crescita paziente che evita le scorciatoie rispettando i cicli naturali», ha aggiunto il Gran Maestro. «Le radici non si dimenticano, si curano e si preservano affinché nascano nuovi frutti. E in Consorteria una nutrita schiera di nuovi adepti rappresenta oggi la linfa vitale di una generazione giovane ed entusiasta, che ha scelto di avvicinarsi a questo mondo garantendoci lunga vita ben oltre questo traguardo».
Il Palio apre anche il calendario delle iniziative organizzate per i sessant’anni della Consorteria. Tra gli appuntamenti annunciati c’è quello del 12 settembre, con un seminario di degustazione collettiva simultanea tra Piazza Grande a Modena e Piazza Libertà a Spilamberto. L’iniziativa prevede la partecipazione di mille assaggiatori e un format che trasformerà le percezioni olfattive in note musicali, riprodotte in diretta su maxischermi.
Il giorno successivo, il 13 settembre, è in programma una cena benefica all’ombra della Ghirlandina, il cui ricavato sarà destinato all’acquisto di strumenti diagnostici. L’evento sarà organizzato insieme al Consorzio Tutela ABTM e a Panathlon Modena.
Nel corso della cerimonia è stato annunciato anche un francobollo commemorativo dedicato alla storica lettera di Aggazzotti, realizzato con il coinvolgimento delle istituzioni e con l’approvazione del Ministero del Made in Italy.
Resta centrale, infine, il percorso per sostenere la candidatura de “La Tradizione dell’Aceto Balsamico” a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. Un obiettivo che, nelle parole di Fini, coinvolge la Consorteria, il Consorzio Tutela guidato da Enrico Corsini e il Consorzio ABM presieduto da Cesare Mazzetti.
«Il valore culturale del Balsamico diventa un unico obiettivo condiviso e supportato da tutte le organizzazioni in campo», ha concluso Fini, indicando nella candidatura Unesco uno dei passaggi più importanti per il riconoscimento della tradizione modenese legata all’Aceto Balsamico.

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