frittelle tonde, sferiche, calde, profumate, fumantiLa capitale modenese delle frittelle, dove in ogni casa si conserva come un tesoro la propria particolare ricetta, dove ogni anno c’è la Sagra della frittella, dove i panifici nei giorni di mercato preparano le frittelle e le associazioni di volontariato si alternano a preparale a ogni sagra secondo un preciso calendario, è scossa dal frittella-gate. 

A San Felice a gettare il sasso, anzi, la frittella nello stagno è stata la locale Pro Loco, che lunedì sera ha diramato sui social una “COMUNICAZIONE UFFICIALE”,  formale e serissima, con l’intento di chiarire una situazione e di prendere una posizione rispetto a un’iniziativa controversa: le frittelle della società ciclistica.

La società ciclistica San Felice ha infatti deciso di avviare una raccolta fondi per sostenere l’attività dei suoi giovani ciclisti: tra biciclette, riparazioni, trasferte, i costi di questo sport non sono affrontabili da tutte le famiglie per cui la società ha pensato a una tre giorni di vendita di gnocchi e frittelle fatte sul momento. 

Ora, tutti sanno che c’è un equilibrio tra domanda e offerta, e più è limitata l’offerta, più la domanda si fa interessata e non vuole perdere l’occasione. Le frittelle, poi, sono un cibo gustoso, semplice, fatto con pochi ingredienti, tutti genuini che – calorie a parte – possono mangiare tutti, morbide come sono e a un prezzo popolare. 

Per cui, apriti cielo. La notizia della società ciclistica ha fatto montare su tutte le furie quelli della Pro Loco. I quali per tanti mesi, in passato, avevano venduto frittelle e gnocchi fritti in via Mazzini, ma adesso avevano deciso di non portare più avanti questa attività. Allora, non era un problema di concorrenza, quella coi ciclisti? Una diatriba sulla ricetta? Un contenzioso sul disciplinare della frittella di San Felice? O qualche magagna tra frittellai?

Scriveva sui socia con inusitata durezza la Pro Loco:

“Come Pro Loco vorremmo precisare che, anche se le foto pubblicate sono state realizzate nei “mercoledì delle frittelle” e utilizzate in passato da Pro Loco per pubblicizzare gli “eventi”, teniamo a precisare che la Pro Loco San Felice è del tutto estranea a questa iniziativa, pubblicizzata in questi giorni sui social”.
 
A San Felice ieri non si parlava d’altro. Ai sanfeliciani questo scontro non piace, piacciono invece le frittelle, e il fatto che la Pro Loco non le faccia più (“Avevano appena cambiato ricetta, erano davvero buone“, si racconta la bar) è vista come un’opportunità in meno, Specie in un paese come il nostro il cui la vendita di cibo da asporto è veramente limitata. 
 
Nessuna guerra in corso – spiega il presidente della Pro Loco Luca Roncadi – noi abbiamo sospeso la vendita di frittelle per una serie di motivi, tra cui il fatto che una periodicità su lungo tempo avrebbe configurato un servizio da attività commerciale, e quindi, più tasse, il fatto che i volontari cominciavano a fare fatica a garantire la presenza e anche perché qualche negoziante si era lamentato della concorrenza. Per cui quando abbiamo visto il post dei ciclisti che usavano una foto delle nostre frittelle e la scritta “Siamo tornati”, abbiamo pensato che potesse richiamare la Pro Loco, e se noi diciamo che smettiamo con le frittelle e compaiono le nostre frittelle con quello slogan, il rischio di fraintendere c’era tutto“. Ecco spiegata la COMUNICAZIONE UFFICIALE.

Intanto, i ciclisti – rei del delitto di lesa frittella e piccati per il post della Pro Loco (“Ringrazio chi nn ci ha sostenuto e chi nn ha fatto nulla per aiutarci. San Felice è Questa”, scrive il presidente del gruppo) –  stringono i denti e danno appuntamento con le loro frittelle nel parco di villa Campagnoli in via Mazzini il 27 marzo, il 3 e il 10 aprile dalle 18.00 alle 20.00. 
E la Pro Loco non smette con le sue frittelle, solo, diventerà una offerta saltuaria, legata agli eventi. Il prossimo è il 6 aprile al Palaround per la Tombolata: con gnocchi fritti e naturalmente frittelle.