MODENA, CARPI – Di quello che succede dietro le quinte, prima di salire sul palco, non se ne parla mai. La tensione, l’emotività che precedono la performance possono essere invalidanti: paura, ansia, insicurezza vengono represse e nascoste con un misto di pudore e vergogna. Le emozioni possono invece svolgere un ruolo positivo nell’espressione della creatività: da questa consapevolezza debutta a Modena un percorso inedito dedicato a chi studia e suona uno strumento, ma anche a chiunque si affacci sul palcoscenico della vita. È il Conservatorio di Musica Vecchi Tonelli di Modena e Carpi a proporre “La palestra delle emozioni”, un percorso gratuito ideato e guidato da Gloria Campaner per riconoscerle e valorizzarle: si tratta di numerosi appuntamenti – eventi, laboratori, seminari – che si svilupperanno lungo tutto il 2025, dedicati non solo agli studenti del Conservatorio, ma aperti anche a studenti universitari esterni, musicisti, artisti e a tutti coloro che sentono il bisogno un supporto specifico. 

Il percorso prende il via il 27 febbraio ed è aperto a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, a partire dalle scuole superiori, con appuntamenti mensili sino ad ottobre; è finanziato grazie ai fondi del bando Pro-ben del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), volto a promuovere il benessere psicologico degli studenti, che il Conservatorio Vecchi Tonelli si è aggiudicato presentando un progetto in cordata con quattro università telematiche – UIL è la capofila – e altri cinque istituzioni AFAM (istituti musicali e accademie). La regia di questo progetto innovativo è affidata a Gloria Campanerpianista famosa in tutto il mondo e performing coach, che conosce bene la prossimità fra la gioia dell’arte e la pressione della disciplina e della performance. E’ lei la “coach operativa” che struttura e conduce gli appuntamenti, seleziona i professionisti specializzati, è a disposizione per tutto l’anno dei ragazzi che frequentano.  
“Per chi studia e suona uno strumento, così come per chiunque si affacci sul palcoscenico della vita, la consapevolezza delle proprie emozioni è essenziale – spiega Campaner – Le emozioni sono il sigillo dell’identità fra il corpo e la mente, raccontano di noi molti aspetti che è un bene ascoltare. Se non impariamo ad allenare l’emotività – come un muscolo – di pari passo con la tecnica, le emozioni poi avranno la meglio e ne verremo sopraffatti quando meno che lo aspettiamo”.
Gloria Campaner ha fatto tesoro della sua lunga esperienza: alcuni anni fa ha sospeso l’intensa attività concertistica per dedicarsi al metodo C# – See Sharp da lei ideato, con cui aiuta persone di ogni età a superare lo stress psicofisico che nasce in prossimità di una performance pubblica. Le emozioni saranno anche al centro della serata di mercoledì 26 febbraio, quando questo progetto innovativo verrà presentato alla città nel corso di un evento dedicato presso il Teatro Comunale di Modena, in cui interverrà anche il sindaco Massimo Mezzetti. Ma come sarà strutturata la didattica di questa proposta formativa lunga un anno? I diversi appuntamenti – seminari, workshop, convegni, laboratori teorico-pratici – vedranno lavorare con i ragazzi esperti nazionali e internazionali e la teoria è sempre affiancata dalla pratica: 
“Ci sarà sempre una parte “fisica” basata sull’imparare a respirare – molte persone non lo sanno fare correttamente! – e su esercizi che abbassano il battito cardiaco. E una parte più “motivazionale” per riuscire a mettere a fuoco i nostri punti di forza e ribaltare certe prospettive. È necessario arrivare a non pensare: “Non voglio sbagliare!”, ma piuttosto: “cosa voglio donare?”. Non c’è errore sterile o una vera sconfitta: o si vince o… si impara!”
 
L’obiettivo del Conservatorio Vecchi Tonelli è ambizioso, come spiega il direttore Giuseppe Fausto Modugno“Vogliamo stabilire rapporti di collaborazione con Istituzioni esterne interessate a queste tematiche – come l’Accademia Stauffer di Cremona o l’Accademia di Imola – e con le organizzazioni che promuovono importanti concorsi strumentali, i cui partecipanti devono fare fronte a un alto livello di stress: in questi casi la gestione consapevole della tensione può condizionare la qualità delle prestazioni”.
 
Ma il direttore guarda anche all’estero: “Arriveremo a disseminare anche oltreconfine i risultati di questa proposta didattica, coinvolgendo Istituzioni la cui popolazione scolastica può trarre beneficio dal rapporto con i docenti e gli allievi che in Italia stanno seguendo questi percorsi. Penso in particolare a paesi extraeuropei nei quali l’atteggiamento occidentale nei confronti del far musica e della performance in campo artistico e performativo ha delle peculiarità che non sempre sono comprese appieno (Vietnam, Indonesia, Australia, ad esempio) in un’ottica di scambio culturale che avrà senz’altro ricadute positive reciproche”.
 
 
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