CONCORDIA, RAVARINO – Continuano le udienze relative al processo nei confronti di Mohamed Gaaloul per l’omicidio di Alice Neri, 32enne ravarinese trovata carbonizzata all’interno della propria auto, nelle campagne di Fossa di Concordia, il 18 novembre 2022. 

Ieri, mercoledì 29 gennaio, è stata ascoltata in aula la testimonianza di un poliziotto tedesco, all’epoca dei fatti commissario nella stazione di Polizia di Friburgo, che ha raccontato quanto avvenuto in occasione del tentativo di catturare Mohamed Gaaloul in Germania, nei giorni successivi all’omicidio di Alice Neri, circostanza nella quale il tunisino riuscì a evitare l’arresto, per poi essere preso qualche giorno più tardi in Francia.

Secondo il poliziotto tedesco, i colleghi intervenuti per provare ad arrestare Gaaloul avevano la sensazione di essere stati scoperti e in questo modo il tunisino sarebbe riuscito ad evitare l’arresto: nell’appartamento in cui si trovava l’uomo sarebbe stato rinvenuto uno zaino contenente una borsa e slip femminili. Secondo la difesa di Gaaloul, la fuga non sarebbe, tuttavia, dovuta alla sua preoccupazione di essere arrestato per l’omicidio di Alice Neri, ma al fatto di avere procedimenti pendenti proprio in Germania (un furto commesso nel 2017) e di essere ricercato per quei motivi. Per i difensori della famiglia della 32enne ravarinese, invece, la fuga testimonierebbe la colpevolezza dell’imputato.

Sentito, poi, nel corso dell’udienza anche il padre del cosiddetto “terzo uomo”, il collega di Alice Neri, con cui la 32enne avrebbe avuto un rapporto stretto. In particolare ha dovuto testimoniare in merito ad una conversazione avuta con il figlio, conosciuta grazie a intercettazioni ambientali.

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