di Francesca Monari

Il complesso, sito nella campagna di Fontanellato (PR), ha al centro un Labirinto che si snoda tra fitti canneti di bambù provenienti da tutto il mondo e, con i suoi 7 ettari di terreno, si qualifica come il più grande al mondo.

Il Labirinto della Masone è anche un centro culturale sede di conferenze, concerti e mostre temporanee. Appena varcata la soglia vi sentirete proiettati in una dimensione senza tempo: il gusto per l’arte e per il bello si sposano perfettamente con la passione per la natura.

D’estate è molto ombreggiato ma in qualunque stagione la sua forma, ovvero una stella a otto punte, è una cornice in cui perdersi.

E’ un museo contenente centinaia di opere e una biblioteca fornita di rare e preziose pubblicazioni; ma è soprattutto un luogo affascinante e diverso da tutti gli altri, anche per la presenza di una cappella a forma piramidale che rappresenta l’antico legame tra labirinti e fede.

Nato dal sogno e dal progetto dell’editore, designer e collezionista Franco Maria Ricci e elaborato e sviluppato insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto, la sua inaugurazione risale al 2015.

Il labirinto è una tra le metafore più antiche dell’umanità: simboleggia la fatica del percorrere la vita, ma anche la speranza di una via di uscita.

Visitarlo con i bambini è un’avventura indimenticabile; grazie alla sua natura immersiva e sicura, rappresenta un’ottima occasione per stimolare curiosità e creatività. Salendo sulla torre poi è possibile vedere il labirinto dall’alto.

Aperto tutti i giorni, inclusi i festivi: sul sito gli orari e le modalità di accesso. Solo per il percorso museale è possibile prenotare una visita guidata.

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