SAN FELICE SUL PANARO – Le testimonianze storiche ci dicono che le sue origini risalirebbero almeno al XIII secolo (epoca in cui le cronache attestano per la prima volta la sua esistenza in alcuni borghi dell’Appennino modenese), mentre il suo nome deriverebbe da “burla”, per uno scherzo forse perpetrato a sua insaputa ad una massaia intenta a preparare l’impasto delle tigelle (crescentine). Qualcuno avrebbe aggiunto così tanta acqua da renderlo troppo liquido e inadatto all’uso per cui era destinato, ma la massaia, non perdendosi d’animo, pur di non sciuparlo lo avrebbe comunque cotto ricavando così quasi per caso una sottile sfoglia friabile…

Stiamo parlando del borlengo, espressione semplice e genuina della tradizione gastronomica montanara modenese. Per molto tempo è stato praticamente impossibile gustare questa specialità al di fuori della sua ristretta zona d’origine e in tanti, in pianura, neppure sapevano che aspetto e gusto avesse… fino a che, da un’idea di Agostino Molinari, un paio d’anni fa, a San Felice sul Panaro (in località Rivara) è stato aperto il primo
ristorante “BorlenGO! – Avamposto dei Sapori di Montagna” dedicato proprio alla preparazione del borlengo e alla diffusione della sua cultura per tutto il tempo dell’anno.

Da quel momento, in tanti casi anche assaggiandolo per la prima volta in vita loro, sempre più persone hanno potuto scoprire la fragranza del borlengo ed apprezzarne il suo gusto caratteristico dato dalla “cunza” o “pesto modenese”, il tipico battuto di lardo, aglio e rosmarino utilizzato per la farcitura.

“In realtà – riferisce Agostino Molinariin questi primi anni, anche tanti esperti “cultori” del borlengo e delle tipicità montanare hanno voluto spingersi fino a Rivara, macinando decine di chilometri, pur di “testare” l’abilità della “gente di pianura” nel cimentarsi in queste preparazioni… e il risultato, a giudicare dalle numerose recensioni positive registrate, è certamente incoraggiante e ci spinge a fare sempre meglio!”.

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