Rovereto sulla Secchia – Domenica 25 ottobre 2020 si è tenuta la scoperta della targa commemorativa dedicata a tutti i partigiani e antifascisti in occasione del 75 ° della Liberazione. Presenti alla cerimonia il sindaco Enrico Diacci, la presidente ANPI Alessandra Caffagni ed infine il Coro “Violenti Piovaschi”.

L’evento si é aperto con i ragazzi del Coro che hanno emozionato il pubblico con due canzoni dedicate ai grandi eroi del passato, i quali durante il periodo della “Grande Guerra” hanno messo a rischio le proprie vite per la libertà della patria.

I “Violenti Piovaschi”

Successivamente è intervenuto il sindaco soffermandosi sul fatto che la lapide sia stata fortemente voluta per onorare e confermare i sentimenti antifascisti, un gesto di grande importanza per chi si è battuto per l’uguaglianza, come Sandro Pertini, settimo presidente della Repubblica Italiana.

“Questo 75° Anniversario lo vogliamo celebrare valorizzando e onorando le tombe dei nostri partigiani. Pertini è stato per me il primo presidente ed è anche quello che ricordo di più, l’immagine di un grande uomo onesto, coraggioso, frutto della migliore tradizione riformista e antifascista, che in prima persona ha messo in atto i valori di giustizia, democrazia e che li ha difesi anche a costo del carcere”.

Afferma il sindaco Enrico Diacci

La cerimonia è proseguita con l’ascolto dell’inno nazionale di Mameli per omaggiare il nostro Paese, per poi procedere con la scoperta della targa che riporta la citazione di Sandro Pertini

“Dietro ogni articolo della carta costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla costi quel che costi”.

La celebrazione si è infine conclusa con altre due canzoni del coro tra le quali il famoso inno rappresentativo del movimento partigiano, ovvero “Bella Ciao”  per poi dare la possibilità a tutti i presenti di osservare la targa, sempre nel rispetto delle norme anti- Covid.

Un’esperienza molto toccante che ci riavvicina sentimentalmente nonostante la distanza interpersonale che preclude ciò che stiamo vivendo attualmente.