MIRANDOLA –  La giornata era quella dei ringraziamenti, quando passata l’emergenza si fa il punto su quello che è accaduto mentre la tempesta infuriava e si capisce appieno la grandezza di quello che si è fatto. Per questo non è passata inosservata la mancanza nel discorso di ringraziamento  del governatore Stefano Bonaccini arrivato in visita all’ospedale di Mirandola: mancavano i volontari.

Non una parola è stata spesa, nell’orazione di Bonaccini e in quella dei dirigenti Ausl, dal direttore generale Antonio Brambilla in giù, per parlare dei volontari, a partire da quelli de La Nostra Mirandola. Proprio loro per primi, nei convulsi giorni dell’esordire della diffusione del Coronavirus in Italia, hanno pensato di far arrivare all’ospedale di Mirandola tutti i dispositivi sanitari di sicurezza che erano necessari: 70 mila euro di mascherine, camici, tute, calzascarpe, occhiali protettivi. 

I primi dispositivi sono arrivati a marzo, proprio all’esordio dell’emergenza, altre partite sono arrivate nei mesi successivi.

Sempre a fianco dell’ospedale: avere un volontariato così o non averlo fa la differenza. Soprattutto nei giorni movimentati delle emergenze, quando la politica e la  burocrazia brancola nel buio ma la vita corre, poter contare su un aiuto pratico di questo genere è una fortuna.

Nessuno qui a Mirandola si aspetta un ringraziamento, non è questo il problema. Ma se si organizza una passerella con il presidente della Regione, gli assessori regionali e tutti i sindaci per dire grazie alla sanità, se non un invito a presenziare, almeno una parola in un discorso ci stava tutta.
Anchenel rispetto dei tanti cittadini che sostengono l’ospedale con la donazione dei fondi necessari.

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