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“Siete più che eroi, avete fatto anche più del possibile”, queste le lodi per l’Ospedale di Mirandola

 

MIRANDOLA – “Siete più che eroi, avete fatto anche più del possibile”, queste le lodi per l’Ospedale di Mirandola. Terminati i giorni peggiori dell’emergenza Coronavirus, il governatore Bonaccini e la giunta regionale sono venuti in visita al Santa Maria Bianca. E l’incontro con gli operatori è diventato il momento per tirare le fila di quanto è stato fatto fino ad ora, e si è trasformato in un momento di orgoglio.

L’arrivo di Bonaccini a Mirandola rientra nell’ambito delle riunioni di Giunta regionale che si organizzano ciclicamente sul territorio; oggi è stato il turno della Bassa, con Mirandola, appunto, e Cavezzo, dove c’è stata una visita alla Wam. C’è stato anche un momento riservato coi sindaci del territorio: prima dell’incontro a porte chiuse su sanità e sisma, tutti e 9 erano in prima fila nel cortile dell’Ospedale dove c’è stato il saluto e il confronto con gli operatori.

Dal palco ha parlato Fabio Giglioli, direttore di Medicina Interna del Santa Maria Bianca che ha raccontato come Mirandola sia diventata, da un giorno all’altro, ospedale Covid. “Noi non abbiamo esitato, abbiamo cambiato, non ci siamo tirati mai indietro. Abbiamo dato oltre il 100% in qualunque situazione, fu lo stesso col terremoto. Abbiamo stravolto il lavoro, e la vita privata, abbiamo passato notti con 60 pazienti in isolamento ma qui nessuno ha mai avuto esitazioni e nessuno ha mai rifiutato di mettersi in gioco: sono queste le persone che costituiscono questa terra, sono un valore aggiunto. Si parla tanto adesso di “resilienza”, ma è anche responsabilità, spirito di sacrificio e professionalità”

I giorni dell’emergenza Covid li ha ricordati anche Luana Reggiani, coordinatrice del Puas, Punto unico di accesso socio sanitario, e referente area fragile del distretto sanitario di Mirandola. “I primi momenti sono stati di grande incertezza e di paura, non si conosceva il virus e non si capiva che cosa si doveva fare se non usare gel, ridurre i servizi a quelli essenziali e stare distanti. Anche noi  – ha ricordato la Reggiani – avevamo paura di contrarre il virus, e rammento il forte sentimento di impotenza quando c’erano i decessi. Bisognava riorganizzare l’assistenza a domicilio, dimettere tutti quelli che era possibile portare a casa dalle rsa e quindi pensare alla consegna pasti, alla consegna dei farmaci, ai servizi sanitari a domicilio.
Il momento più difficile è stato quando abbiamo avuto un caso positivo di un cittadino che non poteva far rientro alla sua abitazione, non c’erano le condizioni di sicurezza per stare isolati. Dove sistemare questa persona? In due ore siamo riusciti a riaprire una microresidenza e lì il cittadino è arrivato,  accompagnato dalla polizia municipale grazie all’interessamento degli assessori”.

Le parole del governatore Bonaccini sono state di encomio per i nostri operatori sanitari. “Un eroe è chi fa quello che può”.
Questa frase del premio Nobel per la letteratura Romain Rolland mi torna spesso in mente e la associo ai nostri medici, infermieri, operatori della sanità pubblica regionale. E se un eroe è appunto una persona che fa quello che può, tanti di loro sono eroi perché hanno fatto persino qualcosa in più. Il grazie che vi dobbiamo – ha rimarcato Bonaccini- non è sufficiente, avete fatto più di quel che potevate”.

Il governatore ha poi parlato del destino dell’ospedale di Mirandola, liquidato in poche parole “integrazione con Carpi”.Una integrazione che per la Regione ha solo una accezione postiva, perchè “porterà a nuove assunzioni, nuovi investimenti, nuovi servizi: questo vuol dire integrazione Mirandola e Carpi”. Parola di Bonaccini.

 

IL COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE

Gli investimenti per il modenese

In particolare, ammonta a quasi 615 milioni di euro il pacchetto di risorse per le infrastrutture viarie, a partire dalla Bretella Campogalliano-Sassuolo, la complanare sud di Modena, la tangenziale di San Cesario sul Panaro quella di Mirandola. Oltre alla Cispadana, una delle grandi opere sbloccate nella passata legislatura che interessa anche il territorio modenese, dal valore di 1,3 miliardi di euro.

Fondamentali gli interventi per la sicurezza del territorio, quasi 100 milioni di euro, cui si aggiungono oltre 65 milioni per il sistema delle bonifiche e le infrastrutture irrigue. Oltre i recenti stanziamenti – 40 milioni di euro – per il nodo idraulico modenese. E poi l’edilizia scolastica con 91,5 milioni per 159 interventi tra nuove costruzioni e messa in sicurezza delle strutture. Passando per la banda ultralarga e la rigenerazione urbana con 11,4 milioni di euro.

Sanità, gli ospedali di Mirandola e Carpi. Le nuove Case della salute. Investimenti per 278 milioni di euro

E proprio di sanità si è parlato nei primi incontri in programma oggi. A partire da Mirandola dove, all’Ospedale Santa Maria Bianca, il presidente Bonaccini –accompagnato dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-ha incontrato medici, infermieri, operatori sanitari; e successivamente i sindaci dell’Unione Comuni Area Nord. Sempre in mattinata, altra tappa a Carpi sempre con gli operatori sanitari dell’Ospedale Ramazzini e i primi cittadini dei Comuni dell’Unione Terre d’Argine. 

A Mirandola il presidente ha ribadito l’impegno della Regione per l’Ospedale cittadino grazie a un pacchetto di risorse per oltre 16 milioni di euro, di cui 4 deliberati dalla Giunta regionale alle fine del 2019. Sempre nella zona, sono in programma investimenti sul territorio quasi 15 milioni di euro, tra cui l’ospedale di comunità e la Casa della salute di Finale Emilia e l’hospice di San Possidonio.

La Giunta ha confermato anche l’impegno per il nuovo ospedale di Carpi: un progetto da 100 milioni di euro, di cui 67 già stanziati e disponibili, per cui è già stata scelta l’area. E proprio stamattina a Carpi Bonaccini ha annunciato che entro ottobre partirà lo studio di fattibilità del nuovo nosocomio, per arrivare nella primavera prossima ad aprire la procedura pubblica. Sempre nel distretto delle Terre d’Argine sono in programma investimenti per altri 7 milioni di euro, che porteranno anche alle nuove Case della salute di CarpiSoliera e Campogalliano.

L’obiettivo ribadito nelle diverse tappe dal Presidente della Regione è quello di catalizzare nuove e ingenti risorse per la sanità: su tutte quelle del Mes, a cui sarebbe irragionevole dire no, e in ogni caso quota parte del Recovery fund. Complessivamente, intanto, nella provincia di Modena sono già programmati investimenti per 278 i milioni di euro nella sanità nei prossimi anni, di cui 226 per la rete ospedaliera e 51 per la rete territoriale sanitaria, che porteranno a 10 nuove Case della salute e tre ospedali di comunità. Previsti anche 30 posti letto di terapia intensiva in più al Policlinico di Modena. Sul fronte del personale: sulle 1.500 assunzioni di personale sanitario previste in Regione in seguito all’emergenza Coronavirus, oltre il 20%, cioè 325 persone, arriveranno nelle strutture sanitarie della provincia.

Sisma: il punto sulla ricostruzione

Con i sindaci è stato fatto il punto sulla ricostruzione post sisma. Per quanto riguarda la ricostruzione privata abitativa e le piccole attività economiche, nei soli comuni dell’area nord modenese sono 3.535 gli edifici completati che includono 6.388 abitazioni 2.303 attività economiche. Quasi 10.800 le persone tornate nelle loro case. Mentre, per quanto riguarda la ricostruzione produttiva, nella stessa area sono stati concessi contributi per 1 miliardo di euro (per 1.900 domande). Di questi, sono stati liquidati 831 milioni di euro. Per quanto riguarda la rivitalizzazione dei centri storici, nel modenese sono stati finanziati 309 progetti di attività economiche per 17,6 milioni, di cui la maggior parte nell’Area nord con 207 progetti per 11,6 milioni concessi.  A questi vanno aggiunti i finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di opere di urbanizzazione e riqualificazione dei centri storici.

Infine, gli interventi del Programma Opere pubbliche e beni culturali che interessano l’Area Nord: in totale 244, per un investimento complessivo di quasi 320 milioni pari al 22% dell’investimento complessivo nell’intero cratere.

L’incontro con i sindaci della bassa modenese è stata anche l’occasione per fare il punto in vista del Comitato istituzionale della ricostruzione che si riunirà mercoledì prossimo: all’ordine del giorno alcuni temi strategici come la riduzione dell’area del cratere (diversi comuni ancora presenti hanno sostanzialmente completato la ricostruzione), la riorganizzazione del personale assegnato, la gestione dei mutui dei comuni.

Visita alla Wam di Cavezzo e alla Garc di Carpi. Solidarietà ai lavoratori della Goldoni, l’incontro con Confindustria ceramica

La vicinanza della Regione a una realtà produttiva importante che ha pagato un duro prezzo all’emergenza Covid. Bonaccini ha visitato la Garc, l’impresa di costruzioni di Carpi, chiusa per Coronavirus, con un dirigente deceduto e l’intera direzione in quarantena proprio nei giorni di fine febbraio, quando l’epidemia investì la Regione. Fu proprio il in quel frangente che l’azienda scelse responsabilmente di sospendere la propria attività, a tutela delle proprie maestranze e della comunità carpigiana, senza attendere determinazioni delle autorità sanitarie. A maggio poi Garc ripartì, con l’impegno del presidente Bonaccini ad una visita alla prima occasione utile che oggi ha avuto luogo con la presenza dell’intera Giunta regionale. Vicinanza e solidarietà è stata espressa dagli assessori allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e Agricoltura, Alessio Mammi, anche ai lavoratori della Goldoni, la storica azienda di macchine agricole di Migliarina di Carpi, per la quale nei giorni scorsi la proprietà cinese di Arbos Lovol ha depositato al tribunale di Modena la richiesta di concordato liquidatorio. La Regione segue fin dall’inizio la vertenza in stretto raccordo col sindacato: Colle e Mammi sono andati ad incontrare i lavoratori stessi fuori dallo stabilimento.

Ancora i temi dello sviluppo e della crescita sono stati al centro della visita alla Wam Italia di Cavezzo, leader mondiale nello sviluppo e produzione di apparecchiature e componenti per impianti di movimentazione e trattamento materiali e, nel pomeriggio, a Sassuolo con Confindustria ceramica. L’iniziativa, cui hanno partecipato anche i sindaci del distretto  ceramico di Modena e Reggio, ha permesso di aggiornare il confronto sulle prospettive di un comparto strategico per l’economia regionale –  con un valore dell’export pari a 3,8 miliardi di euro, l’80% del dato nazionale e Modena e Reggio cuore produttivo italiano con  ben il 32% delle imprese e il 69% degli addetti  – ma che ha inevitabilmente risentito della crisi determinata dall’emergenza sanitaria, con una contrazione del fatturato che secondo una recente stima elaborata da ART-ER e Prometeia potrebbe aggirarsi intorno  al 13%.

 

 

 

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