Amministrative Medolla
Capire il presente attraverso documentari e inchieste, cinque appuntamenti per gli studenti di Modena
MODENA – Narrare con le immagini ha un impatto potente sulle coscienze e sul modo in cui si guarda al mondo. Lo sa bene l’Associazione DIG – acronimo di Documentari Inchieste Giornalismi – che richiama l’azione dello «scavare», «to dig» in inglese, che ogni anno organizza a Modena il DIG Festival, l’appuntamento più importante d’Europa per il giornalismo di approfondimento, che premia i migliori reportage e le migliori inchieste internazionali, audio e video. Il lavoro dell’associazione va oltre il festival, e in questi mesi vuole coinvolgere in particolare i giovanissimi, che spesso e frettolosamente vengono dipinti come utenti passivi di dispositivi, mezzi audiovisivi e contenuti di varia natura; è proprio agli studenti delle scuole superiori di Modena che si rivolge DIG Screen Education – progetto sostenuto da Fondazione di Modena nell’ambito del bando “Mi metto all’opera” – per renderli protagonisti attivi di un percorso di comprensione di contenuti e di lettura guidata di fenomeni politico-sociali complessi attraverso le immagini video.
“Il giornalismo d’inchiesta è uno strumento di cittadinanza attiva nonché un tipo di giornalismo che si fonda sul coraggio, a partire da quello dei registi, degli autori, dei giornalisti così come degli spettatori, che decidono di spegnere il flusso passivo di informazioni, per scegliere una “approccio attivo – spiega Alberto Nerazzini, presidente di Associazione DIG – La responsabilità critica ed etica che comporterà questo percorso collettivo si fonda sul presupposto di una proficua continuità tra scuola e territorio, tra alunni e adulti esperti, intesa come sviluppo di relazioni e sinergie”.






































