MODENA – Narrare con le immagini ha un impatto potente sulle coscienze e sul modo in cui si guarda al mondo. Lo sa bene l’Associazione DIG – acronimo di Documentari Inchieste Giornalismi – che richiama l’azione dello «scavare», «to dig» in inglese, che ogni anno organizza a Modena il DIG Festival, l’appuntamento più importante d’Europa per il giornalismo di approfondimento, che premia i migliori reportage e le migliori inchieste internazionali, audio e video. Il lavoro dell’associazione va oltre il festival, e in questi mesi vuole coinvolgere in particolare i giovanissimi, che spesso e frettolosamente vengono dipinti come utenti passivi di dispositivi, mezzi audiovisivi e contenuti di varia natura; è proprio agli studenti delle scuole superiori di Modena che si rivolge DIG Screen Education – progetto sostenuto da Fondazione di Modena nell’ambito del bando “Mi metto all’opera” – per renderli protagonisti attivi di un percorso di comprensione di contenuti e di lettura guidata di fenomeni politico-sociali complessi attraverso le immagini video.

 
Il conflitto israelo-palestinese, il contrasto alle mafie, il carcere minorile, le migrazioni, la questione ambientale sono i temi che verranno approfonditi nel corso dei cinque incontri del progetto DIG Screen Education presso la Sala Truffaut – da novembre 2024 a marzo 2025 – rivolti alle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado con la proiezione di importanti videoinchieste e reportage nazionali e internazionali, selezionati in parte tra i film candidati all’ultima edizione dei DIG Awards. Tutti gli incontri si terranno alla presenza di registi, esperti e giornalisti, chiamati ad approfondire, insieme ai ragazzi, le tematiche affrontate dai documentari. Si comincia giovedì 28 novembre a partire dalle 9.30 con un focus sul conflitto israelo-palestinese: l’assedio a Gaza e la violenza dei coloni israeliani. Verranno proiettati i due docufilm “La soluzione giusta” di Giulia Bosetti, e “Leaving Gaza” di Chiara Avesani e Matteo Delbò, seguiti da un dialogo finale con i registi aperto alle domande e interventi degli studenti.
Tra i film in calendario ci sarà anche la proiezione di “Real People” di Olmo Parenti sui migranti salvati dalla Ocean Viking, recentemente premiato al festival Visioni Italiane come miglior documentario, e “Romagna Tropicale” di Pascal Bernhardt, realizzato per l’anniversario dell’alluvione del maggio 2023 in Emilia – Romagna.
 
 
“Il giornalismo d’inchiesta è uno strumento di cittadinanza attiva nonché un tipo di giornalismo che si fonda sul coraggio, a partire da quello dei registi, degli autori, dei giornalisti così come degli spettatori, che decidono di spegnere il flusso passivo di informazioni, per scegliere una “approccio attivo – spiega Alberto Nerazzini, presidente di Associazione DIGLa responsabilità critica ed etica che comporterà questo percorso collettivo si fonda sul presupposto di una proficua continuità tra scuola e territorio, tra alunni e adulti esperti, intesa come sviluppo di relazioni e sinergie”.
Nell’ambito di DIG Screen Education le inchieste giornalistiche e i documentari faranno da strumento e volano per diffondere e approfondire tematiche sociali collettivamente rilevanti; allo stesso tempo, attraverso l’esperienza guidata di giornalisti e autori, gli studenti acquisiranno conoscenze e competenze circa le tecniche, le modalità, gli strumenti propri del giornalista e delle inchieste giornalistiche. Il progetto è stato accolto con entusiasmo dalle scuole e molte proiezioni sono al completo, ma rimangono alcuni posti disponibili; gli istituti interessati possono scrivere una mail a [email protected]
 
 
 
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