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29 maggio, Rovereto sulla Secchia ricorda don Ivan Martini a 14 anni dal sacrificio
ROVERETO SULLA SECCHIA – Ricorre oggi, 29 maggio, il quattordicesimo anniversario della morte di don Ivan Martini, il parroco di Rovereto sulla Secchia, frazione di Novi di Modena, rimasto vittima del drammatico terremoto che nel 2012 ha colpito la Bassa Modenese. La figura del sacerdote viene commemorata oggi dalla comunità locale, che in quel tragico giorno registrò in lui l’unica vittima accertata della frazione, una delle più colpite dalle scosse di quella mattinata.
La dinamica dell’incidente e il recupero degli arredi sacri
La parrocchia di Santa Caterina d’Alessandria era già stata danneggiata e dichiarata inagibile a causa della precedente scossa del 20 maggio. Nella mattinata del 29 maggio, don Ivan Martini ha voluto effettuare un sopralluogo all’interno dell’edificio, accompagnato da due vigili del fuoco, proprio con l’obiettivo di recuperare e mettere in sicurezza alcuni arredi sacri prima che la situazione potesse peggiorare. Il sacerdote si è introdotto nella struttura per salvare alcune statue, tra cui, in particolare, una piccola statua della Madonna alla quale la cittadinanza era profondamente devota. Secondo le ricostruzioni, don Martini si è attardato all’interno del tempio proprio per raccogliere l’icona sacra seguendo il richiamo della propria fede. In quel momento, una violenta scossa di assestamento ha investito l’edificio, provocando il cedimento strutturale del tetto: il parroco è rimasto fatalmente schiacciato dal crollo di una grossa trave.
Il parallelo con il sisma di Assisi
La scomparsa di don Ivan Martini ha richiamato alla memoria dei cronisti il tragico precedente del terremoto di Assisi del 26 settembre 1997. In quell’occasione, all’interno della Basilica di San Francesco, persero la vita in modo analogo due frati (padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw) e due funzionari della Soprintendenza alle Belle Arti (Claudio Bugiantella e Bruno Brunacci), travolti dal crollo delle volte affrescate durante un sopralluogo per verificare i danni all’altare maggiore. A 14 anni di distanza, la morte di don Ivan Martini resta il simbolo del profondo legame tra i parroci della Bassa Modenese e l’identità culturale e spirituale dei propri territori, un sacrificio consumato nel tentativo di proteggere la memoria storica della sua stessa parrocchia.

































