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ITINERARI CURIOSI | Il segreto della scalinata d’acqua nascosta tra i faggi
di Francesca Monari
FANANO – Se vi dicessi che ai piedi del “Libro Aperto” si nasconde una sorgente viva ci credereste?
Eppure, risalendo da Fanano lungo l’aspra valle del torrente Fellicarolo, tra fitti boschi di faggi e abeti dove l’aria si fa via via più frizzante, la natura ha scolpito un ecosistema idrico straordinario. È qui, camminando a fianco del corso d’acqua principale, che si svela il segreto della gola: un monumento naturale tanto maestoso quanto inaspettato, le Cascate del Doccione.
Non aspettatevi il solito ruscello di montagna da ammirare solo da lontano; questo percorso è un vero e proprio viaggio sensoriale, inclusivo e poetico. La prima vera curiosità sta proprio nella sua accessibilità: il primissimo tratto del sentiero che conduce al cospetto del salto principale è stato sapientemente progettato con un fondo regolare e pendenze minime. Significa che chiunque, comprese le famiglie con passeggini o le persone in carrozzina, può addentrarsi nel cuore pulsante del bosco senza barriere. Un’attenzione civile che riempie il cuore fin dal primo passo.
All’interno della gola rimarrete a bocca aperta davanti a una successione impressionante di balzi che, verticalmente, coprono un dislivello totale di ben 120 metri. La curiosità geografica sta nel fatto che lo spettacolo visivo ed energetico che si ammira dalla piattaforma panoramica in legno non appartiene direttamente al corso principale, ma è tecnicamente il salto del rio Doccione, un piccolo e ripido affluente. L’acqua si infrange sulle placche delle Arenarie di Cervarola creando geometrie che sembrano sculture moderne, per poi tuffarsi e farsi riassorbire, pochi metri sotto, dal letto del Fellicarolo.
Ma la vera magia si compie fermandosi sul belvedere. Il Doccione non è solo un quadro per gli occhi, è un’esperienza acustica totale: il fragore dell’acqua si scompone in mille rivoli e spruzzi capaci di avvolgere i sensi. Oltre la gola, risalendo verso la località I Taburri, l’orizzonte si spalanca. Sotto le cime del Libro Aperto si nasconde il primo respiro: la montagna, chiamata così perché le sue vette simmetriche ricordano un volume sfogliato sul confine tosco-emiliano, protegge la sorgente. È in questi pascoli d’alta quota che inizia una corsa liquida capace di unire l’asprezza della pietra ai verdi pianori.
Perché inserirlo nel vostro prossimo itinerario? Perché scardina l’idea che la montagna spettacolare sia solo per pochi eletti. Vi farà capire che un torrente non è solo una linea sulla mappa, ma una forza viva capace di accogliere e stupire chiunque.
L’accesso alle Cascate del Doccione e ai sentieri della vallata è completamente libero e gratuito tutti i giorni dell’anno.
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