“Ti sei lavato le mani?”

È la frase che ripetiamo mille volte ai figli. Prima di mangiare, quando tornano da fuori, dopo aver toccato qualunque cosa. Sembra una fissazione. In realtà è una delle abitudini più importanti che abbiamo.

Lo ricordano anche l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ausl di Modena, che in occasione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani del 5 maggio rilanciano una campagna chiara: lavarsi le mani salva davvero delle vite.

Non è solo una buona abitudine

Negli ospedali, dove ogni giorno si curano persone fragili, l’igiene delle mani è fondamentale per evitare infezioni. Quelle che si possono prendere durante le cure – le cosiddette infezioni correlate all’assistenza – sono ancora oggi un problema concreto.

Eppure, la prima difesa è proprio quella più semplice: lavarsi bene le mani.

Un gesto banale, ma capace di interrompere la trasmissione di batteri e virus e migliorare la sicurezza delle cure.

Formazione, controlli e… promemoria ovunque

A Modena questo non è uno slogan, ma un lavoro continuo che va avanti da anni.

Per il personale sanitario sono previsti:

  • corsi di formazione teorici e pratici
  • aggiornamenti continui
  • materiali informativi (poster, schermate, brochure)

E anche strumenti più interattivi, come quiz formativi sviluppati insieme alle principali società scientifiche italiane, per tenere alta l’attenzione su un gesto che rischia di diventare automatico e quindi, a volte, fatto male.

Coinvolti anche ragazzi e cittadini

Ma non riguarda solo medici e infermieri. Proprio come a casa, dove si insegna fin da piccoli, anche la sanità punta sulle nuove generazioni.

Tra le novità c’è Batterix, un gioco educativo che insegna ai ragazzi – in modo interattivo – quando e come lavarsi le mani, sia nella vita quotidiana che nei contesti sanitari. Si tratta di una postazione di training aperte a operatori e cittadini allestita all’ngresso degli ospedali di Mirandola, Carpi, Vignola, Pavullo e Sassuolo e dei nosocomi modenesi

Perché certe cose, se le impari da giovane, poi ti restano.

Prova pratica (come a casa, ma con la “prova del nove”)

Il 5 maggio, negli ospedali della provincia, saranno allestiti spazi aperti anche ai cittadini per imparare – o ripassare – come si lavano davvero le mani.

E qui arriva la parte interessante: non basta insaponarsi al volo. Con speciali gel e lampade UV si può vedere subito se ci sono punti dimenticati.

Un po’ come quando dici ai figli “lavati bene”, ma stavolta qualcuno controlla davvero.

Infermiere specialiste del rischio infettivo e referenti degli Uffici di Igiene Ospedaliera guideranno i partecipanti nella verifica della corretta tecnica di igiene delle mani anche attraverso l’utilizzo di un dispositivo a raggi UV-A e di un gel specifico. Acquisiti grazie ai fondi del PNRR destinati al contrasto del rischio infettivo, permettono una valutazione visiva immediata della corretta esecuzione dell’igiene delle mani, evidenziando le aree correttamente trattate e quelle che necessitano maggiore attenzione.

Un gesto piccolo, ma decisivo

Il messaggio, in fondo, è lo stesso che si sente a casa tutti i giorni:

le mani pulite fanno la differenza.

Solo che qui non si tratta solo di buona educazione, ma di sicurezza per tutti. Per chi cura e per chi viene curato.

Quindi sì, anche stavolta avevano ragione le mamme.