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Sorbara, una “Gemma” dedicata al Campanile
SORBARA – È dedicata al campanile della Pieve Matildica di Sorbara la sesta “Gemma di storia bomportese”, dal titolo “Un Campanile di Lambrusco”. Una storia curiosa e suggestiva, nella quale emerge tutta la personalità dei sorbaresi, la passione, l’inventiva e la tenacia nel raggiungere gli obiettivi.
Inaugurato nel 1884, il campanile a pianta quadrata è stato restaurato per la prima volta nell’estate del 1794 e una seconda nel 1881, dopo la richiesta di don Celeste Dallari al vescovo, che concesse il nulla osta a condizione che non fossero fatti debiti.
Per raccogliere la somma necessaria – 30mila Lire, cifra ingente per l’epoca – i sorbaresi utilizzarono tutto il loro ingegno e la loro generosità: la legna per la cottura dei mattoni fu offerta dai parrocchiani e proveniva in gran parte dalle viti di Lambrusco gelate nell’inverno del 1879, mentre la manodopera per portare i mattoni cotti al cantiere fu prestata gratuitamente.
Della fornace – appositamente costruita sul fondo parrocchiale del Secchia, in via Gementina – non rimane nulla, ciò che resta è il suo prodotto, il campanile, per il cui progetto l’ architetto Maestri si ispirò alla Ghirlandina.
La rassegna “Gemme di storia bomportese”, realizzata dall’Ufficio Cultura del Comune di Bomporto con la collaborazione del Gruppo storici locali, è un percorso a tappe alla scoperta del territorio con informazioni e curiosità sulla storia artistica e culturale di Bomporto. Le “Gemme” sono pubblicate sul sito www.comune.bomporto.mo.it, sulla pagina Facebook della Biblioteca comunale J R R Tolkien di Bomporto e sulla pagina Instagram del Comune.




















