Adam Cattabriga aveva tutta la vita davanti: si era appena iscritto all’università a Bologna  e intanto lavorava al bar Vanilla – Caffè e Cucina di Finale Emilia per mettere da parte il necessario. Ma la sua vita è finita sul ponte di via Mazzone a Mirandola, una sera di agosto 2024, dopo una serata con gli amici, mentre tornava a casa sua.
Adam Cattabriga, 19enne di Poggio Renatico, è morto nello schianto della Yaris su cui viaggiava con loro contro una Bmw che viaggiava a velocità folle, a 114km/h dove il limite è a 50, che in curva ha invaso la corsia su cui si trovavano i ragazzi. Tre sono rimasti feriti, Adam è morto.
L’autista della Bmw, un 26enne di Cavezzo, avrebbe avuto alcol in corpo oltre i limiti di legge.

Adesso si sono chiuse le indagini, partite proprio con l’analisi tossicologica sull’autista, e la Procura di Modena ipotizza il reato di omicidio stradale, che l’indagato avrebbe commesso violando una serie di norme del codice della strada.

A chiedere giustizia per Adam è rimasta la sua mamma, persona offesa nella vicenda giudiziaria assistita dall’avvocato Giacomo Forlani, che vive nel ricordo nella casa di famiglia a Poggio Renatico di Mirandola. Nei giorni scorsi all’altezza del cavalcavia dove è morto il suo ragazzo, la donna ha posizionato un cartello con un ricordo del figlio e ha scritto: “Per non dimenticare: è facile essere buoni difficile, essere giusti. Adam lo era. Giustizia e sicurezza nelle strade sia fatta”.

L’incidente sul Mazzone dove ha perso la vita Adam Cattabriga

 

 

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