“Ti ammazzo”, e ancora: “Ti stupriamo”: giornaliste minacciati all’autostazione di Modena. E’ accaduto martedi pomeriggio, attorno alle 14, orario in cui gli studenti delle scuole superiori vengono qui a prendere le corriere per tornare a casa. Zona ad alta tensione, questa, dove le baby gang imperversano. Giusto l’altro giorno un blitz delle forze dell’ordine aveva portato cinque ragazzi in Questura: uno girava con una mazza da baseball. 

Martedi i giornalisti erano li per documentare l’ennesima aggressione ai danni di un ragazzino, un minorenne che è stato ferito – medicato sul posto e poi accompagnato al pronto soccorso –  con tre adolescenti identificati dalla polizia locale. Il parapiglia, aveva attirato una folla di curiosi, c’erano almeno una quarantina di persone. Tra le vittime di quell’atmosfera di tensione ci sono stati anche alcuni giornalisti, minacciati mentre cercavano di documentare i fatti. Frasi come «Ti ammazzo» e «Se ti incontriamo per strada ti stupriamo» sono state rivolte a chi stava svolgendo il proprio lavoro.

La nota dell’Associazione stampa modenese

 
Piena solidarietà ai colleghi vittime di pesanti offese e minacce ieri in autostazione a Modena durante lo svolgimento del loro lavoro. Un episodio grave che condanniamo fermamente e che evidenzia una volta di più l’ingiustificato clima di odio nei confronti della stampa.



Impegnati sul campo a documentare una rissa avvenuta alla stazione delle autocorriere i due giornalisti sono stati minacciati e apostrofati da un gruppo di giovani coinvolti in uno scontro. Frasi che rappresentano una minaccia diretta all’integrità fisica, alla libertà e alla dignità della persona e della professione. Una vera e propria aggressione verbale avvenuta nonostante la presenza della polizia locale intervenuta per fermare la rissa e identificare i responsabili.



Una vicenda che non può essere minimizzata o ignorata, ogni attacco a un giornalista in quanto tale è un attacco al diritto (riconosciuto dalla Costituzione) che ogni cittadino ha di essere informato. Ringraziando le Forze dell’ordine per il loro operato ribadiamo la necessità di garantire ai giornalisti la possibilità di svolgere il proprio lavoro in condizioni sicure.