di Francesca Monari 
 
Nel cuore della Bassa modenese, Mirandola si prepara a riabbracciare uno dei suoi luoghi simbolo: il Museo Biomed, mostra permanente del biomedicale mirandolese, riapre questo mese nella sua sede di via Focherini 17, dopo anni di attesa e trasformazioni.
 
Un museo che non espone solo oggetti, ma narra una storia: quella di un distretto industriale che ha fatto scuola nel mondo, a partire dal 1962. Tra le teche, si possono ammirare dispositivi medicali pionieristici, come il primo rene artificiale prodotto in Italia, disegni tecnici in scala reale e fotografie d’epoca che testimoniano l’ingegno e la dedizione di un territorio intero.
 
La mostra si articola in due sezioni: una storica, che ripercorre mezzo secolo di innovazioni, e una contemporanea, dove le aziende locali presentano i loro prodotti più recenti in stand e pannelli. Baxter, Bellco, Eurosets, Fresenius e molte altre realtà del biomedicale si raccontano attraverso ciò che producono oggi.
 
Ma il cuore pulsante di questo progetto porta il nome dell’ingegner Paolo Poggioli, figura visionaria e instancabile del biomedicale mirandolese. Fondatore, ideatore e curatore del museo, Poggioli ha dedicato la sua vita a raccontare e valorizzare il patrimonio industriale della sua terra.
 
Con oltre cinquant’anni di esperienza nel settore, ha ricoperto ruoli chiave in aziende come Hospal Dasco e ha fondato numerose realtà imprenditoriali nel distretto.
 
È stato anche co-fondatore del consorzio Consobiomed, ideatore della fiera ShoMed e promotore delle Technical Happy Hours, momenti di incontro e formazione per le imprese del territorio.
 
La sua scomparsa nel gennaio 2023 ha lasciato un vuoto profondo, ma il museo che ha creato continua a parlare di lui: della sua passione, della sua competenza e del suo amore per Mirandola.
 
 
Il Museo Biomed non è solo esposizione: è anche formazione e divulgazione. La saletta interna ospita corsi e presentazioni, rendendo il museo un luogo vivo, dove la memoria incontra il futuro.
 
Aperto il sabato mattina e la domenica pomeriggio, con aperture straordinarie ogni seconda domenica del mese, il museo è pronto ad accogliere cittadini, studenti e curiosi. Per visite fuori orario, basta contattare RPM Media, società benefit che ne cura la gestione.
 
Un piccolo grande scrigno di sapere, che restituisce alla comunità un pezzo importante della sua identità. Perché anche la scienza, come l’arte, può essere prestata, condivisa, raccontata. E il Museo Biomed lo fa con passione.
 
 
immagine dal sito Mobimed
 
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