MODENA – Pubblichiamo il comunicato di Daniele Ori, responsabile organizzativo Patto per il Nord Emilia, sul federalismo regionale.

 

Ogni anno i cittadini e le imprese dell’Emilia-Romagna versano oltre 70 miliardi di euro di tasse allo Stato centrale. Sapete quanti ne tornano indietro sotto forma di servizi, investimenti e trasferimenti? Poco più di 50 miliardi.
 
 
Significa che almeno 20 miliardi di euro l’anno vengono drenati da Roma e usati altrove. In dieci anni, sono 200 miliardi di ricchezza sottratta al nostro territorio. Una cifra che potrebbe rivoluzionare la regione: superstrade gratuite, sanità d’eccellenza, scuole moderne, taglio delle tasse per imprese e famiglie.
 
Invece cosa abbiamo?
•La Cispadana promessa da decenni, ma ancora ferma.
•Ospedali che faticano a reclutare medici perché mancano fondi.
•Giovani costretti ad andarsene all’estero perché qui le risorse per ricerca e innovazione finiscono nei buchi neri della spesa statale.
Con il federalismo fiscale, quei 20 miliardi l’anno resterebbero in Emilia-Romagna e si potrebbe:
•Finanziare le proprie infrastrutture strategiche: la Cispadana gratuita, superstrade moderne e veloci, collegamenti ferroviari efficienti.
•Abbassare la pressione fiscale sulle imprese che investono e assumono, rafforzando il tessuto produttivo locale.
•Sostenere sanità e scuola di qualità, più vicine ai bisogni dei cittadini, senza dover mendicare risorse a Roma.
•Creare un fondo regionale per innovazione e ricerca, dando gambe alla Motor Valley, al biomedicale, all’agroalimentare e alla logistica.
 
Patto per il Nord lo denuncia con forza: mentre noi produciamo ricchezza, Roma ce la porta via. Chi oggi governa la Regione parla di “dialogo” con il Governo, ma in realtà piega la testa. Noi diciamo basta: non servono chiacchiere, serve coraggio.
 
Federalismo vuol dire giustizia fiscale: trattenere qui ciò che produciamo. Vuol dire smettere di mantenere un Paese diviso, dove chi lavora viene punito e chi vive di assistenza viene premiato.
 
Patto per il Nord lo dice chiaramente: o arrivano autonomia e federalismo, o l’Emilia-Romagna continuerà a essere sfruttata da Roma  incapace di difendere i suoi cittadini. Oggi non chiediamo privilegi, chiediamo giustizia fiscale e autonomia vera.