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Bologna, tre anni fa l’omicidio di Alessandra Matteuzzi
BOLOGNA – Sono passati tre anni dall’omicidio di Alessandra Matteuzzi, la 56enne originaria di Pavullo uccisa sotto casa a Bologna dall’ex fidanzato Giovanni Padovani, a colpi di spranga e con una panchina, mentre era al telefono con la sorella.
Padovani 28 anni, ex calciatore con un passato nel Carpi e allenatore estivo per una squadra di San Felice, è stato condannato all’ergastolo in appello per omicidio pluriaggravato.
Il 17 settembre è fissata la Cassazione.
A tre anni di distanza da quel terribile giorno è la migliore amica di Alessandra, Daniela Stanzani, a ricordarla con un lungo post su Instagram. “Oggi – scrive – sono tre anni che non sei più con noi, ancora impossibile credere che sia successo, sento ancora le tue ultime parole: Dany hai bisogno? No, grazie Ale ho, quasi finito anche io, bene, allora vado dalla mia mamma, ci vediamo domani ci vediamo domani ma quel domani non è mai arrivato. Ora – continua – ci sono persone che parlano di perdono ma come si può perdonare un essere che ha fatto una cosa così atroce? Noi – dice ancora l’amica – c’eravamo in quel maledetto anno e abbiamo vissuto insieme a lei tutto quello che le ha fatto passare e, credetemi, un inferno è poco”, conclude il post.
A prendere la parola anche i legali della famiglia Matteuzzi sottolineando lo strazio della famiglia, in particolare della sorella. “Oggi 23 agosto è il giorno del ricordo, del dolore – scrivono – l’espiazione dell’ergastolo a cui è stata condannata Stefania Matteuzzi con la sua famiglia unitamente a tutte le persone che amavano Alessandra. Giovanni Padovani non è stato mosso da alcun impulso improvviso, aveva la capacità di pianificare e controllare il proprio comportamento. Aspettiamo con fiducia il giudizio della Cassazione”.
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