Non si placa la polemica per la presentazione a Mirandola, in Piazza Costituente, del libro di Davide Galliera (il cosiddetto “bambino zero” dell’inchiesta “Veleno”). Ecco la posizione di Giordano Bindi, uno dei genitori affidatari: 

Siamo venuti a conoscenza direttamente dall’autore, il giornalista Pino Ciociola del giornale  Avvenire, che uscirà a breve una docuserie o podcast sulla vicenda arcinota dei diavoli della  bassa modenese incentrato, come risulta dalle immagini e dalle voci rese pubbliche  nell’anteprima, sui fatti accaduti nei cimiteri e che avrà come voci narranti quelle dei condannati  per pedofilia, facilmente riconoscibili nell’anteprima. 

Pare che siano volutamente escluse le versioni delle vittime, dei servizi sociali, delle famiglie  affidatarie ed adottive, dei giudici, alimentando così ancora una volta quel persistente e univoco  processo mediatico, che ormai da venticinque anni a questa parte, condiziona tutta l’opinione  pubblica su questa vicenda: l’ultimo esempio è del 21 luglio u.s. a Mirandola dove in un raduno  politico del centro-destra ( presenti Carlo Giovanardi, Giuliano Braglia, Antonio Platis, sindaci,  ecc.) si è assistito alla celebrazione di quella stessa narrazione che torna chiaramente utile a  molti, soprattutto al centro destra che su questa vicenda ha speculato da sempre. E doveva  essere solo un incontro per presentare un libro. 

Ormai è chiaro a molti quali siano i danni provocati dai processi mediatici, vedi il processo  appena concluso a Bibbiano che, da un punto di vista giudiziario, ha visto assolti tutti gli  assistenti sociali e gli psicoterapeuti coinvolti, assolti perché il fatto non sussiste. Quello mediatico invece ha distrutto la reputazione e la vita di persone che hanno fatto il loro  dovere, senza un minimo di prova, già dal momento degli arresti. La vita di quelle persone  imputate a Bibbiano è cambiata dal 2019, c’è chi ha perso il lavoro, chi ha dovuto vendere la  propria casa per pagarsi le spese legali, chi è stato minacciato di morte, la loro reputazione  compromessa. E la stessa cosa è successa nella Bassa Modenese in questi venticinque anni,  abbiamo visto cosa hanno dovuto subire gli assistenti sociali e le psicologhe accusate da tanti  soggetti con motivazioni non suffragate da alcuna prove e pur non essendo mai state indagate,  anzi valutate positivamente dai giudici nelle sentenze : anche qui c’è chi ha perso il lavoro e si è  dovuto ricostruire un’altra vita, con intimidazioni e minacce di morte. 

Non è il momento di fermare questa gogna mediatica martellante e incomprensibile oppure non  ha insegnato niente il processo mediatico sugli avvenimenti di Bibbiano?

Gogna incomprensibile perché a Bibbiano non sono stati accertati reati contro i minori e nella bassa i  processi si sono chiusi con condanne definitive non intaccate minimamente dalle recenti richieste di  revisione. 

Per cambiare rotta e sospendere questo accanimento ossessivo e incessante, giorni fa ho chiesto a Pablo  Trincia, Carlo Giovanardi e Davide Tonelli un confronto paritetico in modo da dare la possibilità, a chi  segue queste vicende, di valutare le tesi anche di chi sta dalla parte delle vittime, cosa che fino ad ora  non è mai accaduta. 

Ad oggi non ho avuto nessuna risposta. 

Sempre in questa direzione va la mia richiesta, rivolta al Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della  CEI, di adoperarsi concretamente affinché questa iniziativa del giornale Avvenire non sia portata avanti,  nell’interesse e il rispetto di tutti, in particolare di quei ex-bambini e bambine di allora che sono costrette  e costretti ancora una volta a subire questi discrediti.