SAN FELICE SUL PANARO – Anche il Consiglio comunale di San Felice sul Panaro ha approvato, con voto favorevole solamente da parte della maggioranza, il cosiddetto “rafforzamento della partnership industriale” tra Aimag ed Hera. Di seguito, il commento del sindaco di San Felice, Michele Goldoni:

«Lo scorso 28 luglio nel corso del Consiglio comunale di San Felice sul Panaro è stato approvato, con il solo voto favorevole della maggioranza, il progetto di rafforzamento della partnership industriale tra Aimag e Hera – ha dichiarato il sindaco Michele Goldoni il voto di San Felice è
arrivato dopo che già in altri Comuni si era votato, in un momento di estrema confusione, dovuta, ritengo, al fatto che un problema gestionale sia stato trasformato in una contrapposizione partitica. A mio parere l’accordo raggiunto, frutto del confronto tra la delegazione dei sindaci in rappresentanza dei 21 Comuni soci e Hera, era quello più realistico e percorribile, data la grande difficoltà che stava vivendo Aimag, per salvaguardare gli oltre 600 posti di lavoro, il ruolo dell’azienda nel territorio e conservare la sede mirandolese. In questo modo sarà consentito un rafforzamento dell’azienda mediante la gestione del servizio rifiuti di tutta la Bassa modenese e delle reti idriche di tutta la provincia di Modena.

Aimag inoltre avrà le risorse per nuovi investimenti e prospettive di crescita industriale, ma soprattutto manterrà l’attuale occupazione e l’indotto generato nel territorio. Una scelta improntata al realismo alla luce della situazione attuale di Aimag. Certo – prosegue il primo cittadino di San Felice – tutti gli accordi sono perfettibili, ma ritengo che quanto ottenuto dai sindaci farà sopravvivere l’azienda e le darà una prospettiva futura, tutta da costruire, sulla quale noi primi cittadini saremo chiamati a vigilare in maniera attenta. Il percorso del progetto di rafforzamento tra Aimag e Hera non si ferma ai Consigli comunali. Il documento approvato dovrà infatti essere inviato per verifiche dai Comuni alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato».

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