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Processo Alice Neri, l’assassino si sporcò di sangue? Opinioni diverse tra le consulenti
CONCORDIA, RAVARINO – Nella giornata di ieri, mercoledì 16 aprile, si è svolta una nuova udienza del processo per il femminicidio di Alice Neri, 32enne ravarinese trovata carbonizzata all’interno della propria auto, data alle fiamme nelle campagne di Fossa di Concordia, il 18 novembre 2022. In attesa degli esiti dei nuovi accertamenti che verranno realizzati sull’auto della giovane, nell’udienza di ieri sono state ascoltate due consulenti, una della parte civile (il medico legale Alessandra Silvestri) e una della difesa (la dottoressa Raffaella Sorropago) che si sono concentrate soprattutto sulla possibilità che l’assassino di Alice Neri si sia sporcato di sangue nell’atto di uccidere la donna, colpita almeno sette volte con un’arma bianca, probabilmente un coltello.
Secondo la consulente della parte civile, non è scontato che l’assassino si sia macchiato col sangue della vittima, mentre, al contrario, la consulente della difesa ha affermato che l’omicida non può non essersi sporcato nel corso dell’aggressione. La questione è dirimente, perchè sui vestiti e sul borsello che l’unico imputato del processo, il tunisino Mohamed Gaaloul, in carcere dal mese successivo al delitto dopo essere stato arrestato in Francia e poi trasferito in Italia, si presume indossasse e avesse con sè al momento del presunto omicidio, non sono state ritrovate tracce ematiche.
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