CONCORDIA, RAVARINO – Nuovi elementi che potrebbero mettere in discussione l’unica pista ritenuta valida dagli inquirenti in merito all’omicidio di Alice Neri, 32enne ravarinese trovata senza vita all’interno della propria auto data alle fiamme lo scorso 18 novembre, nelle campagne di Concordia. E’ quanto ritengono di avere a disposizione – e per questo hanno deciso di condividerli con la Procura, depositando una memoria – i componenti del team difensivo del marito di Alice Neri, Nicholas Negrini, guidato dall’avvocato Antonio Ingroia. 

In particolare, come si legge su “Il Resto del Carlino” – la novità principale consisterebbe nella messa in discussione dell’alibi di un collega della giovane mamma di Ravarino, mai indagato, che, a detta del team di consulenti, non reggerebbe alla verifica dei fatti. Inoltre, ci sarebbero testimonianze oculari che avrebbero visto episodi di conflittualità tra Alice Neri e questo collega nel mese in cui poi la donna è stata uccisa.

La Procura, d’altro canto, sembra essere pronta a chiedere il rinvio a giudizio per quello che, al momento, è l’unico indagato per l’omicidio di Alice Neri, ovvero il giovane tunisino Mohamed Gaaloul, in carcere dallo scorso dicembre, quando è stato arrestato in Francia, prima del trasferimento nel penitenziario modenese.

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