E’ online il nuovo sito di Màt, la Settimana della Salute Mentale, che quest’anno torna dal 21 al 28 ottobre. La data scelta per presentare il lavoro di restyling e rinnovamento effettuato sul portale non è casuale: infatti il 10 ottobre è la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Da domani quindi su www.matmodena.it è possibile trovare tutti i contenuti delle tredici edizioni passate: questo permette agli addetti ai lavori – e ai cittadini –  di accedere e rintracciare tutti i contenuti multimediali con maggior facilità, attraverso ricerche mirate per edizione, per protagonisti, per tematiche.

Sono inoltre accessibili direttamente dal sito i contenuti fotografici e video che costituiscono ormai un archivio incredibile e vastissimo di volti, situazioni e pensieri di questi anni.
 
Già dalla home page spicca lo spot dell’edizione di Màt alle porte: si tratta di un vero e proprio “corto”, girato da e con l’aiuto di persone che hanno fruito dei servizi psichiatrici del territorio e che in parte compongono la redazione di Radio LiberaMente. La trama del trailer “Alla ricerca di Giulio” è stata sviluppata attraverso un processo di creazione corale: ogni attore ha contribuito con il proprio tocco personale all’idea originale. L’obiettivo di Ricardo Mauricio Cata Gordon, giovane videomaker italo-ecuadoregno e social media Manager di Màt, è stato quello di utilizzare un montaggio video (che strizza l’occhio al Mockumentary) volto a valorizzare le personalità dei protagonisti. Il risultato finale è uno spot pieno di vitalità, che cattura l’essenza ironica e auto ironica che caratterizza Radio Liberamente.
Radio Liberamente nasce undici fa da una proposta del Circolo Culturale Left -Vibra, in collaborazione con Arci, a Social Point, servizio di inclusione sociale del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Modena. Se inizialmente l’obbiettivo del laboratorio era quello di includere chi aveva circuitato nel mondo della salute mentale, nel tempo la radio è diventata a sua volta uno strumento in grado di accogliere e raccontare realtà ai margini o non propriamente commerciali all’interno del suo palinsesto, uscendo dalle mura del circolo e abbracciando la città. 
La radio dunque come una occasione di fare comunità e per dare voce a chi normalmente non l’ha, abbattendo i muri creati dai pregiudizi, permettendo di conoscere da vicino aspetti ben diversi da quelli legati ai luoghi comuni sul disagio psichico.