FINALE EMILIA –  Cittadini in piazza, a Finale Emilia per chiedere di fermare i lavori della discarica di Finale Emilia.  Convocata dall’Osservatorio civico ‘Ora tocca a noi’ proprio davanti alla discarica, la manifestazione ha raccolto più di 150 persone. Il prossimo appuntamento di protesta sarà mercoledì, alle 9 davanti al Tribunale di Modena.

Il video della giornata

L’OSSERVATORIO E LA GIORNATA DEL DISSENSO

 «Abbiamo deciso di organizzare questa ‘giornata del dissenso’ perché mercoledì in Tribunale a Modena è prevista l’udienza preliminare, incentrata sull’analisi dell’ammissione delle prove, del processo che vede sul banco degli imputati Arpae e alcuni dirigenti – spiega Maurizio Poletti, portavoce dell’Osservatorio –. Le responsabilità contestate sono gravissime, vanno dalle violazioni ambientali a quelle amministrative. Chiediamo che la discarica venga nuovamente sequestrata perché c’è un processo in corso e finché non viene emessa una sentenza il cantiere non può andare avanti. In un territorio già pesantemente inquinato, si vuole realizzare un mega impianto per accogliere 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti, uno dei più grandi del Nord Italia. Senza parlare dei camion che transiterebbero per trasportarli. Dopo Feronia 0 e Feronia 1, l’area doveva essere bonificata, invece vogliono costruire un’altra discarica, la terza sul nostro territorio. Se questo accadesse, tutte e tre insieme arriverebbero a coprire una superficie perimetrale di 20 ettari, pari a 30 campi da calcio. Non possiamo permettere questo ulteriore assedio al nostro territorio. Il sindaco in quanto primo responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini, deve attivarsi perché l’impianto venga immediatamente sequestrato».

LA PROTESTA DEI CITTADINI

COMUNICATO STAMPA DI ASSEMBLEA POPOLARE

Comunicato della Assemblea Popolare di Finale E.

Nel sito delle discariche di Finale Emilia Hera-Feronia sta procedendo con i lavori per realizzarne una terza, sarà la più grande dell’Emilia Romagna.

Sarà peraltro l’unica della regione, e qua dovrebbero venire smaltiti i rifiuti di mezza Italia, tutti gli speciali che Hera riescirà a raccoglie in giro nei suoi innumerevoli appalti.

Dovrebbero, se non riusciamo ad impedirlo.

I cittadini si sono già espressi, in numerose manifestazioni pubbliche, l’Amministrazione pure, insieme a tutto il Consiglio comunale, all’unanimità, ha detto che non la vuole.

La Regione ha invece deciso di sacrificare il paese di Finale, ignorando la volontà popolare ed istituzionale.

Un vero e proprio atto di forza.

Arpae, ente ed organo al servizio della volontà della Regione, ha autorizzato la nuova discarica, ignorando l’inquinamento delle falde già provocato dalle due precedenti.

Questo è in violazione delle leggi sulle autorizzazioni di nuove discariche (o di loro ampliamenti).

Come Assemblea popolare, che raggruppa esponenti politici dei più diversi schieramenti, abbiamo chiesto al sindaco di bloccare questi lavori, in attesa dell’esito dei diversi procedimenti giudiziari in corso.

In sede penale finiti dirigenti Arpae,  tra l’altro per accertare se l’ organo incaricato per legge del monitoraggio delle condizioni ambientali e della autorizzazione abbia operato nel rispetto delle norme.

Arpae ha imputato i superamenti dei valori di legge di contaminazione e di rischio per la salute umana alle condizioni naturali del terreno ed all’attività degli agricoltori, senza aver portato elementi sufficienti (decenti) a giustificare tali affermazioni; lo studio in merito è carente sotto molteplici aspetti, risulta artatamente finalizzato a negare ogni responsabilità dell’inquinamento alle discariche per giustificare l’autorizzazione alle nuova.

Il ricorso al Tar da parte della Amministrazione comunale, supportato da validi consulenti, è teso ad accertare se queste risultanze Arpae siano quelle reali o siano costruite.

Nel caso i  procedimenti in corso accertassero che da parte di Arpae non si è proceduto nel rispetto della Legge per la tutela dell’ambiente e per le autorizzazione delle discariche, l’autorizzazione, come siamo convinti, sarebbe stata data in violazione della stessa.

Abbiamo quindi chiesto al sindaco, nella sua funzione di primo cittadino incaricato con diritto di responsabile della salute pubblica, di agire con ogni strumento a sua disposizione per fermare i lavori di realizzazione della nuova discarica.

In tal senso riteniamo che debba inoltrare al Tribunale di Modena una formale richiesta di nuovo sequestro dell’area, in attesa degli esiti dei procedimenti e dell’accertamento delle reali condizioni di stato dell’inquinamento del sito, delle sue cause e dei suoi responsabili.

Gloria Bellodi, Elena Govoni, Stefano Lugli, Maurizio Poletti, Paolo Saletti, Eleonora Tomasini, Carlo Valmori, Mattia Veronesi.