CONCORDIA, RAVARINO – Non ci sarà un nuovo incidente probatorio in merito alla dinamica del rogo dell’auto di Alice Neri, 32enne ravarinese trovata carbonizzata all’interno della propria macchina lo scorso 18 novembre nelle campagne di Concordia, e in merito ai frammenti di vetro con macchie di colore rosso rinvenuti nel veicolo. Inoltre, al contrario di quanto era emerso qualche settimana fa, non sarebbero riconducibili al cellulare di Alice Neri “tre pezzi di ferro combusto” ritrovati all’interno della vettura.

E’ quanto emerge, si legge sulla stampa locale, dalle motivazioni con cui il Giudice per le indagini preliminari Andrea Scarpa ha rigettato la richiesta di nuove analisi sull’auto di Alice Neri presentata dalla difesa di Mohamed Gaaloul, principale sospettato per l’omicidio della giovane ravarinese e in carcere dallo scorso dicembre, quando è stato arrestato in Francia prima del trasferimento in Italia.

Il Gip spiega il rigetto della richiesta della difesa di Gaaloul con la considerazione che “una parte significativa degli accertamenti richiesti non abbia condotto ad alcun risultato utile e abbia soltanto appesantito l’esame di quegli elementi emersi, invece, come utili ai fini delle indagini”. Soddisfazione per la decisione del Gip è stata espressa da Cosimo Zaccaria, avvocato della famiglia di Alice Neri, che spiega: “Le motivazioni con cui è stata respinta l’istanza di incidente probatorio non fanno altro che rendere ancora più solido il quadro indiziario accusatorio nei confronti di Gaaloul”. Critico, invece, il difensore del giovane di origini tunisine, Roberto Ghini: “E’ una decisione prevedibile. Purtroppo siamo di fronte ad indagini a senso unico da parte della Procura”.

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