hikikomori, giovane ragazzo chiuso in camera, triste e solo, davanti al computerSono trenta i casi di ragazzine e ragazzini seguiti dalla sanità pubblica nella Bassa e nel carpigiano perché hanno abbandonato scuola e amici e restano reclusi tutto il giorno nella loro camera. Sono monitorati dal servizio Ausl sul Ritiro sociale e visto che il fenomeno è in crescita anche sul nostro territorio, da mercoledì partono gli incontri a Mirandola per far conoscere questo problema sempre più diffuso.
Come spiega Nicole Bedetti, referente del progetto Ri-So per l’Area Nord, il problema è trasversale, e riguarda sia maschi che femmine di ogni situazione sociale. La fascia di età sotto osservazione è quella dagli 11 ai 19 anni perché, argomenta Bedetti,  l’età della scuola media è una fase in cui si possono intercettare in modo preventivo i primi campanelli di allarme del ritiro sociale.
Come si accede al percorso dell’Ausl?, chiediamo a Bedetti. Sono il più delle volte le insegnanti a notare che qualcosa non va, a partire dalle assenze scolastiche, le famiglie stesse  poi le famiglie e i servizi socio sanitari del territorio. Il progetto offre uno spazio di consulenza ai genitori e orienta ai servizi più idonei rivolti a ragazzi e ragazze a seconda dei bisogni e tenendo conto del livello di gravità dei casi..
“CollaborAZIONI è un ciclo d’incontri pensato come occasione di riflessione condivisa tra adulti che accompagnano nella crescita – continua la referente del progetto Ri-So per l’Area Nord – Pensiamo sia importante fermarsi, fare spazio ai diversi punti di vista e costruire significati attorno a quello che accade ai ragazzi, anche quando attraversano momenti difficili e faticosi. Il dialogo tra genitori, insegnanti e operatori socio sanitari è uno snodo decisivo anche nell’affrontare la complessità del Ritiro Sociale”.
Saranno due incontri sul tema Ritiro Sociale dei giovani a Mirandola nell’ambito del ciclo ‘Collaborazioni’, che è stato proposto in tutti i distretti della provincia. Gli appuntamenti mirandolesi sono due, martedì 23 e martedì 30 maggio, dalle 18.30 alle 20, e sono destinati a famiglie, insegnanti, operatori sociali, sanitari, educativi e scolastici (scuola secondaria di primo e secondo grado) interessati a comprendere e riflettere il fenomeno del ‘ritiro sociale’: gli adolescenti che volontariamente abbandonano le relazioni amicali, la scuola e tutti i contatti sociali per rinchiudersi nella loro stanza.

L’iniziativa sul progetto RI-SO (Ritiro Sociale) promossa dall’Azienda USL di Modena, in collaborazione con il Centro per le Famiglie dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (UCMAN) ha l’obiettivo di sensibilizzare su questo fenomeno di disagio adolescenziale promuovendo il dialogo, la condivisione di esperienze e la stimolazione di idee che possano mettere in relazione il mondo scuola e il mondo famiglia.

Entrambi gli eventi si terranno nel Centro per le famiglie UCMAN di Mirandola, in viale Italia 64. Il 23 maggio sarà possibile partecipare sia in presenza sia on line e interverrà Anna Arcari, psicologa e psicoterapeuta dell’istituto di Analisi dei Codici Affettivi Minotauro di Milano. Il 30 maggio l’incontro è previsto solo in presenza e interverranno Nicole Bedetti psicologa del progetto RI-SO dell’Azienda USL di Modena e Lorenzo Bergamini psicologo del Centro per le famiglie dell’UCMAN.

Gli incontri sono gratuiti, per partecipare è consigliato inviare un messaggio al numero Whatsapp 3397262830 oppure scrivere una mail all’indirizzo [email protected]  indicando il numero di persone interessate.

Cos’è il Ritiro Sociale

hikikomori, giovane ragazzo chiuso in camera, triste e solo, davanti al computerIl fenomeno del ritiro sociale è una manifestazione di sofferenza sempre più diffusa tra gli adolescenti che tendono a ridurre sempre più le relazioni amicali e nel tempo anche la frequentazione dei contesti sociali e scolastici per arrivare, talvolta, a rinchiudersi nella loro stanza. I contatti con persone reali sono spesso sostituiti con una frenetica attività sul web che include la dedizione a videogiochi, la visione di film e una serie di contatti virtuali.
In alcuni casi il ritmo sonno-veglia viene invertito, per cui i ragazzi dormono di giorno e rimangono svegli la notte.

Tutte le informazioni su Ritiro Sociale, Progetto RI-SO e programma dei prossimi incontri CollaborAZIONI sono disponibili alla pagina www.ausl.mo.it/ritiro-sociale

Il ritiro sociale, un problema emerso per la prima volta in Giappone con gli “hikikomori”

In Giappone, uno dei fenomeni sociali più preoccupanti degli ultimi anni riguarda la diffusione del cosiddetto “hikikomori”, ovvero il ritiro sociale volontario di giovani che scelgono di isolarsi dalla società e dai rapporti interpersonali. Tuttavia, il fenomeno sta assumendo connotazioni sempre più allarmanti anche in Occidente, dove sempre più giovani attraversano periodi di solitudine e isolamento.

Hikikomori: il fenomeno sociale diffuso tra i giovani giapponesi

L’hikikomori è un termine giapponese che indica il fenomeno di ritiro sociale volontario dei giovani che decidono di isolarsi dalla società e dal mondo esterno, spesso trovando rifugio nella propria stanza o in luoghi appartati. Secondo le stime del governo giapponese, ci sarebbero circa 700mila hikikomori nel paese, ma alcuni studi indicano che il numero potrebbe essere molto più alto.

hikikomori, giovane ragazzo chiuso in camera, triste e solo, davanti al computer

Il fenomeno dell’hikikomori ha suscitato grande preoccupazione in Giappone, dove è stato stigmatizzato come una forma di malattia mentale o di devianza sociale. Tuttavia, molti esperti lo considerano una risposta al forte stress e alle pressioni della società giapponese, che mette spesso i giovani sotto una grande pressione per avere successo e raggiungere gli standard sociali.

L’allarmante diffusione del ritiro sociale anche nella cultura occidentale

Negli ultimi anni, il fenomeno dell’hikikomori ha iniziato a diffondersi anche in Occidente, dove sempre più giovani attraversano periodi di solitudine e isolamento. Secondo alcuni studi, l’isolamento sociale è uno dei principali fattori di rischio per la salute mentale dei giovani e può portare ad ansia, depressione, pensieri suicidi e altre problematiche psicologiche.

Tra le cause dell’isolamento sociale dei giovani occidentali ci sono l’aumento del lavoro precario, la mancanza di opportunità di lavoro, l’instabilità economica e la crescente difficoltà di creare legami sociali significativi. Inoltre, l’uso smodato dei social media e l’iperconnettività possono portare a uno stato di ansia e sovraccarico che spinge i giovani a ritirarsi dalla società.

In conclusione, il fenomeno dell’hikikomori e del ritiro sociale volontario rappresenta un grave problema per la salute mentale dei giovani, sia in Giappone che in Occidente. È importante che i governi e la società in generale prestino maggiore attenzione a questo fenomeno e forniscano ai giovani gli strumenti per affrontare il proprio isolamento sociale e rientrare nella società.

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