Amministrative San Prospero
Maltempo, si monitorano Secchia e Panaro. Caduta massi a Serramazzoni
AGGIORNAMENTO ORE 19
Riapre a Serramazzoni la strada provinciale 3 “Via Giardini” in località La Fontanina, dove nella mattina di martedì 2 maggio di era verificato il distacco e la caduta in strada di massi rocciosi a causa dell’ondata di maltempo che sta coinvolgendo il territorio provinciale, senza il coinvolgimento di mezzi o persone. Il tratto interessato era stato chiuso al transito per consentire le operazioni di ispezione e rimozione dei detriti ed ora riapre con un senso unico alternato regolato da semaforo.
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MODENA – Nei giorni scorsi l’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile hanno diramato lo stato di allerta gialla per criticità idraulica causata dalle precipitazioni in pianura e, più rilevanti, in montagna ed è attivo il monitoraggio dei corsi d’acqua del nodo idraulico modenese, con controlli su Secchia e Panaro. È pertanto attivo il Centro unico di Protezione civile a Marzaglia e in fase di attivazione anche il Coc, il Centro operativo comunale con compiti sulle funzioni di pianificazione, volontariato, strutture operative locali e viabilità. Insieme ai tecnici comunali, sono in fase di attivazione anche i volontari della Protezione civile.
Intanto, a causa dell’innalzamento del livello del torrente Tiepido è stata interrotta la circolazione in strada Curtatona a Modena con la chiusura del relativo ponte. Sempre a causa del maltempo, intanto, chiude, a Serramazzoni, la strada provinciale 3 “Via Giardini” in località La Fontanina, dove si è verificato il distacco e la caduta in strada di massi rocciosi a causa dell’ondata di maltempo che sta coinvolgendo il territorio provinciale, senza il coinvolgimento di mezzi o persone. Sul tratto interessato è stato ora chiuso il transito per consentire le operazioni di ispezione e rimozione dei detriti.
In queste ore i tecnici della provincia stanno monitorando l’intera rete stradale provinciale e il personale è inoltre impegnato a liberare fossi e cunette stradali, che risultano al momento in grado di assicurare la corretta regimazione delle acque, salvo alcune situazioni puntuali, in cui l’accumulo di acqua sulla sede stradale è particolarmente significativo.








































