MIRANDOLA- L’Amministrazione aveva deciso di fare marcia indietro e di portare in ASP l’Asilo nido di via Poma invece, dopo pochi giorni, si scopre che nel Consiglio del 21 luglio la giunta leghista potrebbe ritirare la proposta e andare alla privatizzazione diretta.

È questa la novità emerse dagli ultimi incontri ai quali, in rappresentanza dell’Amministrazione di Mirandola, è intervenuto direttamente l’onorevole Golinelli.

“I genitori e i piccoli fruitori del nido hanno vissuto un anno con il servizio a ‘singhiozzo’, basti pensare che le ultimi due settimane di luglio del centro estivo sono state garantite solo pochi giorni fa- commentano Mauro Neri, capogruppo FI Ucman e Antonio Platis, capogruppo Fi provinciale Modena-  Oggi, pensare di avviare l’iter di privatizzazione del Nido è fuori da ogni logica e non garantisce di certo l’avvio dei servizi per il 1 settembre. Serve un avviso pubblico, una gara, un pedagogista, senza dimenticare – tema che evidentemente non interessa a nessuno – che i piccolissimi bambini hanno bisogno di figure stabili, tant’è che è richiesto ai genitori un periodo significativo per accompagnare i piccini nell’inserimento al nido. Questa girandola di personale, già avvenuta in queste ultime settimane, è educativamente e didatticamente sbagliata e denota l’assoluta assenza di sensibilità verso chi usufruisce del servizio”.

“A ciò si aggiunge la completa assenza di rispetto verso il personale dipendente: maestre e ausiliari che, sebbene precari, hanno permesso all’Amministrazione di garantire il servizio anche nei momenti più difficili del Covid e il centro estivo che altrimenti sarebbe completamente saltato”.

“Siamo curiosi – incalzano gli azzurri – di guardare negli occhi i consiglieri Ucman della Lega e Fdi che invocavano fino a ieri la presenza del pubblico nei nidi, mentre voteranno l’atto con cui la ‘verde’ Mirandola dà tutto in mano alle coop”.

 

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