Si è svolto nei giorni scorsi il primo Congresso provinciale di Modena in Azione. Un appuntamento all’insegna della partecipazione, del confronto e della condivisione di idee e proposte che -si legge in una nota del partito che si riferisce a livello nazionale a Carlo Calenda – immaginiamo per la città di Modena e la sua Provincia.

In occasione di questo momento di ritrovo, gli iscritti e le iscritte di
Modena in Azione hanno scelto le persone che, negli anni a venire
guideranno il partito, impegnandosi a portare avanti le idee e le
iniziative di Azione su tutta la provincia di Modena.
Questa sfida è stata accolta con entusiasmo ed impegno da Chiara
Caselgrandi e Claudio Prandi, nominati rispettivamente Segretario e
Vice-segretario di “Azione per Modena”, che hanno presentato la lista
delle 41 persone che guideranno insieme a loro il direttivo provinciale
del partito. Questa numerosa lista, che andrà a comporre il gruppo
dirigente di Modena in Azione, è stata costruita scegliendo uomini e
donne di varie competenze, impegnati trasversalmente in tutti gli
ambiti di intervento sui quali il nostro partito intende impegnarsi nei
prossimi anni, dall’impresa alla sanità, dall’istruzione alle politiche
sociali. Nella scelta dei componenti della lista hanno giocato un ruolo
fondamentale anche le differenze generazionali, che abbiamo cercato
di rappresentare al meglio mettendo al centro i giovani, e la
rappresentanza di genere, che non è solo un problema di immagine ma
assume un ruolo centrale nella lotta alle discriminazioni, soprattutto in
un ambiente come quello politico, dominato purtroppo in Italia da uno
scarso coinvolgimento delle donne trasversale a tutti i partiti.
Il nostro nuovo Segretario ha poi illustrato alcuni dei punti
programmatici sui quali il partito intende costruire la sua azione
politica nei prossimi anni. Si parte da uno sguardo al futuro, alla
Modena del 2022, una visione che va costruita a partire dal presente,
con politiche volte a attirare persone e competenze dall’estero e dal
resto d’Italia, con il consolidamento dei servizi pubblici, con la
costruzione di una grande città universitaria che sia in grado di
accogliere quel capitale umano di cui tutta l’Italia, in un’epoca
caratterizzata dalla fuga di alcune delle sue menti migliori, ha davvero
bisogno.