ANCONA- E’ cominciato giovedì 12 gennaio ad Ancona il processo d’appello per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah sono i giovani imputati, tutti ventenni: già condannati in primo grado per aver diffuso una sostanza urticante all’interno del locale- stracolmo per il concerto del rapper Sfera Ebbasta- nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018.

Un’azione, secondo l’accusa, premeditata e già attuata in altri locali dalla banda, con lo scopo di depredare i presenti di borse e prezioni.

A Corinaldo, però, la situazione è degenerata provocando una strage con la morte di 6 persone: cinque adolescenti e una mamma di 39 anni.

Omicidio preterintenzionale, rapine, furti con strappo e lesioni personali: sono i reati per i quali è stata riconosciuta la responsabilità. L’accusa vorrebbe aggiungere anche l’associazione per delinquere.

Le pena più alta era stata per Ugo Di Puorto, ritenuto il “capo” della banda e indagato da ottobre 2021 anche per un giro di armi-  e per Raffaele Mormone: per entrambi 12 anni e 4 mesi.

Le altre condanne: 11 anni e 6 mesi ad Andrea Cavallari, 11 anni e 2 mesi a Moez Akari, 10 anni e 11 mesi a Souhaib Haddada e 10 anni e 5 mesi a Badr Amouiyah.

All’udienza del 12 gennaio erano presenti 5 imputati su 6: Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada. Assente Badr Amouiyah perché positivo al Covid.

Un’udienza preliminare, quella del 12 gennaio, che ha soltanto stabilito il calendario processuale: il 20 gennaio è previsto l’intervento del procuratore generale, il 3 febbraio quello delle parti civili- con la possibilità di continuare il 10-il 17 e 24 febbraio saranno dedicati alle difese, il 10 marzo per le repliche e la camera di consiglio. Con la possibilità di utilizzare anche il 17 marzo. A marzo quindi la sentenza.

La sentenza è quindi prevista per marzo.

 

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