SAN SELICE – Sul gruppo “Sei di San Felice se…” c’è un topic che viene man mano aggiornato grazie al contributo di tanti, e che riporta i detti e i modi di dire di San Felice. Godiamoci insieme la rassegna:
I DETTI E LE ESPRESSIONI DIALETTALI DI UNA VOLTA … che rischiano di andare perduti!! Con relativa traduzione, educata quando serve!!
Potete contribuire scrivendo quelli che conoscete!!!
001
La affermazione più famosa Sanfeliciana in assoluto, incontrando un amico o conoscente in giro per piazza è “Va a lavóra rója”!
La cui traduzione è “Perdindirindina, cosa ci fai in giro per piazza a quest’ora dato che è orario di lavoro, furbacchione!!”
002
Un’altra conosciutissima espressione è : L’è più rója che béll!!
Traduzione: brilla di più per la sua furbizia che per la sua bellezza.
003 – Mauro Gavioli
L’è méi un mort in cá che un Mantván in síma a la porta.
Trad.: Meglio un morto in casa che un Mantovano alla porta.
004
Mo c’át gníss un cáncar… stat bén?
Piacevolmente sorpreso di incontrare un amico che non si sente o si vede da tempo.
Trad.: ma che Dio ti benedica, stai bene?
005
A piúav con quánt Dio a la mánda!!
Trad.: piove con quanto Dio ne manda
Sign.: Non è esattamente la pioggerellina di Marzo ….
006 – Mauro Gavioli
A gh’è’ na fumána cl’as táia col curtéll.
Trad.: C’è una nebbia che si taglia con il coltello.
007 – Mauro Gavioli
Incúa a gh’è un cald da porc…
Trad.: Oggi c’è un caldo suino!
008 – Mauro Gavioli
T’ía propria un bon da gníant.
Trad.: Sei proprio un buono a nulla.
009
At vúal un bén che s’tía adría a andár in d’al fóss… at da na mán!
Trad.: ti vuole un bene che, se stai andando nel fosso, ti da una mano.
Sign.: non ti vuole esattamente un un bene da morire…
010 – Anna della lavanderia
Súra!
Súra mén e n’asidént a chi m’ha fátt súrar!!
Giura!
Giura meno e tutto il bene a chi mi ha fatto giurare!
011
Ehi … a s’è víst ánch di cán cagár di viúlin!!
Trad.: … si sono visti anche cani cagare violini…
Sign.: Sono successe cose decisamente impensabili !!
012 – Sandro e Steve
Asnáss as náss
assnáss as múar
Trad.: asinacci asimuori…
Grande asino si nasce
grande asino si muore!
013 – Sandro e Steve
At dágh na sciàfa che sol cun l’aria … at vìan al fardór!!
Trad.: ti do uno “smataflone” che con il solo spostamento d’aria ti viene il raffreddore…
014 – Mauro Gavioli
T’ìa própria un ciocapiátt!!
Trad.: sei un batterista di fama internazionale….
(Inconcludente, inaffidabile e altro ancora)
Il cosiddetto CIOCAPIAT era un venditore di articoli per la casa (quelli che si usavano 50/60 anni fa) il quale proponeva i piatti alle rasdòre battendoli uno sull’altro per dimostrare la loro robustezza, e cercando di aggiungere allo stesso prezzo anche piatti più piccoli o tegami di vario genere, praticamente uno strillone che cercava di incantare le donne con i suoi prodotti a prezzi stracciati…
015
A sémm míss acmé tri in na scrána
…cun dú ca cúcia par muntár su!!
Trad.: … siamo messi come tre persone su di una sedia …con due che spingono per salire …non siamo messi benissimo…
016 – Betta Bergamini
In s’cal méntar che na mosca la mágna un caval…..
Trad.: Intanto che una mosca mangia un cavallo
Sign.: per enfatizzare la lungaggine di un evento
017 – Betta Bergamini
L’è gránd acmé du sold ad furmái…
E’ alto come due soldi di formaggio.
018 – Franco Marchetti
In d’al cul ad la basóra
Trad.: Nel tardo pomeriggio.
019 – Mauro Gavioli
Am bála n’ócc….
Trad.: mi balla un occhio
Sign.: Non ne sono troppo convinto..
020
La g’ha al cúl acmé na spartóra!!
Trad.: ha il sedere grande come una madia da pane
Sign.: Non ha i fianchi da top model!
021
Al g’ha burí adóss…
Trad.: lo ha aggredito, fisicamente o a parole
Sign.: Gli si è avvicinato con la delicatezza tipica di uno scaricatore di porto…
022
L’è indrìa acmé a sznàr i persàch
Trad.: è indietro come le pesche a Gennaio.
Sign: Non ci arriva proprio… oppure è molto in ritardo.
variante
L’è indrìa acmé al mulinéll dal càrr…
Trad.: è indietro come il mulinello del carro.
Sign.: stesso significato. Il “mulinello” del carro è una specie di argano che si trova nella parte estrema posteriore del carro e serve per mettere in trazione le lunghe corde che assicuravano il carico al carro stesso.
023
Va a cága in n’élta e pó sciáffla a la bássa!!
variante
Mo va a cága in di ái!!!
Trad.: …. sufficientemente comprensibile. Specifico che facendola sulle piantine di aglio, l’immaginario collettivo vuole che qualcosa ti si inf….
024
Tían sódi …. tián bótta!
Trad.: tieni stretto …tieni duro
025
Stámm su da dóss!!!
Trad.: stammi lontano
026
Ciápa ad l’ária!!!
Trad.: respira a pieni polmoni … credo..
Sign.: sparisci!!
027
A San Felice se un maldestro tenta di allungare le mani su di una avvenente (o meno) signora, può sentirsi dire “Oh, an sun mínga la píla da l’acqua santa…”
Trad.: ..non sono la pila dell’acqua snta
Sign.: allungare le mani assimilato al gesto di intingere le mani nell’acquasantiera, nella quale si immergono le sole prime falangi per il segno della croce!
028 – Davide Baraldi (nonna Albertina)
Lu la’ an na porta minga al scarpi da vécc!!
Trad.: quel tizio non arriverà a postare le scarpe da vecchio
Sign.: Si dice di una persona troppo spericolata!!
029
Al conta acmé un sirótt insíma a na gamba ad legn!!!
Trad.: Conta come un cerotto su di una gamba di legno
Sign.: inutile placebo
030
Mo s’at tira al cúl o ta scúna un dént?
Trad.: … ma “sei in sé”?
031
Mo fátt ciavár … mo fátt dar in d’al cul…
Trad.: ma fatti tosare a coda di rondine!!
032
T’ha capí “cáss” par “carnáss”!
Trad.: non hai proprio colto il senso… hai capito “caccio per catenaccio”!
033
Mo cáta récchia!!
Trad.: trova pace, riposo. Da “requiem” latino.
034
Andár a gámb a l’aria o con al cul pr’aria…
Trad.: cadere rovinosamente e, metaforico, andare in malora, fallire.
035
Dvintár vécc l’è na fótta… mo an rivárag minga l’è pías…
Trad.: diventare vecchi è una fregatura … ma il non arrivarci è peggio
036 – Mauro Gavioli
(Una delle più belle e tipiche espressioni di San Felice)
L’ha míss al pórc a l’óra!!!
Trad.: letteralmente “ha messo il porco all’ombra, quindi in un luogo riparato”. Metaforicamente “ha raggiunto la sicurezza economica che gli permette benessere e tranquillità”.
037
L’ha fátt na bótta d’óli!!!
Trad.: letteralmente “ha fatto una botte (tanto) d’olio”. Metaforicamente “ha fatto un gran bell’affare”.
038 – Fabrizio Ferrari
Pan e nos, magnár da spos…nos e pan magnár da can ! (Pane e noci come companatico è un mangiare da nozze, ma noci e pane come companatico è un mangiare da poveri)…si diceva una volta quando le cose andavano veramente male.
039
Me ne è venuto in mente uno bello e tipico di SAN FELICE
Lì, la gíva c’la múta
e ins c’al méntar c’la frisíva
la scursáva
e s’la ridíva!!!
Nonsense con traduzione superflua!!
040 – Alberto Chelli
“Ti ve t’ía furtunáa, che t’an capíss gníant”
– Trad. ..tu sei proprio fortunato che non capisci niente !!!!
– Morale : < A volte capire, fa comprendere aspetti e situazioni anche dolorose.Paradossalmente sarebbe meglio non capirle,perché si evita di star male …..
041 – Alberto Chelli
“ …. i to sold e la me testa!!! ”
-Trad : … i tuoi soldi, e la mia mente intelligente ….
– Morale : Tu hai dei soldi, ma sono sprecati perché non capisci niente. Se invece li avessi io che sono intelligente saprei come gestirli.
042 – Fabio Diegoli
Bráss e gambi in g’han budéli!!
Trad.: gambe e braccia non hanno viscere. Quando i ragazzini, nonostante l’aria fresca, se ne andavano in giro a maniche corte e braghe pure, venivano ripresi dalla mamma. E il saggio nonno sottolineava che l’importante è che la pancia fosse ben coperta … il resto pazienza!
043 – Simone Barbi
L’ha catàa al cùcc in dl’arvéia!!
Trad.: Ha trovato il modo di stare bene
044 – Betta Bergamini.
In sc’al méntar che na mosca la màgna un cavàll …
Trad.: Intanto che una mosca mangia un cavallo (x spiegare la lungaggine di un evento)
VIAN CHI’ – VALA’
– Trad : vieni qui dai ….
– Morale : Si stanno formando le squadre per la partita al pallone, nel vecchio campo a sud della Rocca dove c’era la fontana di “Campilli” e la baracchina di Pavlin di buttiglin. Cicci Bigon faceva le squadre le squadre partendo dai più bravi. Alla fine rimanevano i meno bravi e qualcuno si lamentava di non essere stato chiamato e diceva con Cicci …E MII’ ??? Cicci con aria di sufficienza diceva : < Vian chi vala’ >
• RARO CASO DI OSSIMORO in dialetto !!
Solo quelli di una certa età sanno che quando si sapeva che doveva suonare la banda cittadina, i Sanfeliciani dicevano … “LA BANDA DL’UMBRELA”…
– Trad : La banda dell’ombrello , perché regolarmente … Pioveva.PS- sarebbe interessante fare l’elenco dei Sanfeliciani che ne facevano parte e quale strumento suonavano.
Sign.:il detto gioca sul doppio significato di “balìn”, un pallino da caccia e una piccola balla (sbronza) ..che poi tanto piccola non è. Un uccellino che viene colpito all’ala da un pallino di fucile non vola più tanto bene, così come un ubriaco non è più in grado di camminare normalmente … coì
079
A g’ho na fámm ca magnarévv un putín mérd..
Trad.: ho una fame che mangerei un bambino sporco…
080
L’è dur ad cumprendóni…
Trad.: .. è duro di comprendonio…
Sign.: ha qualche difficoltà a capire… soprattutto al volo..
Sign.: (detto di persona) non fa un chilo …. non è normale
097
Al n’è minga un chilo ..
Trad.: non è un chilo
Sign.: vedi 096
098
L’è un cisulári.. un basabánch…
Trad.: E’ un chiesaiuolo … un baciabanchi…
Sign.: di persona praticante e/o bigotta
099 Al dura tri dí cun iér d’la..
Trad.: dura tre giorni a canoare da ieri l’altro
Sign.: non dura tanto …
100
Al g’ha na fámm da sunadór …
Trad.: ha una fame da musicista
Sign.: non tutti i musicisti, nei tempi andati, riuscivano a sbarcare il lunario ed avevano spesso un secondo lavoro. Venivano assoldati per allietare cerimonie con la loro musica. Matrimoni, cresime ecc. e venivano spesso pagati con due soldi, generi alimentari e veniva data loro la possibilità di sedere con i convitati, spesso a fondo tavola, e di mangiare con loro. Ovviamente in quelle occasioni si abbuffavano a dismisura ..e venivano subito identificati
101
Agh tíra la péll a cavâll a i gómat…
Trad.: gli tira la pelle all’altezza dei gomiti….
Sign.: non ha troppa voglia di lavorare
102
Vúat gnír’m a dir che Nóstar Sgnór l’è mort d’al frédd??!!??
Trad.: stai cercando di convincermi che Nostro Signore è morto di freddo??!!
Sign.: stai cercando di farmi credere cose non vere?
continua con
Loredana Semeghini …. cl’e al padron ad la legna?????
Trad.: proprio Lui che è padrone della legna!!!
103 L’ha catáa al có ad la sgavéta !!
Trad. ha trovato la parte corretta da cui aprire la gavetta Sign.: ha trovato il bandolo della matassa…ce l’ha fatta..
104
Al g’ha la siréla al nás
Trad.: ha il moccolo al naso
105
Únt ad sáss
dént ad bíss
chi náss caión
mai più guarìss…
Trad.: unto di sasso
dente di bisce
chi nasce coglione
mai più guarisce !!
Sign.: dalla coglionaggine difficilmente si guarisce
106
A tira da più un péel ad figa che un cárr ad bó….
Trad.: attira di piu un pelo di …. beh dai .. lo sapete bene!!
Trad.: Cosa fai mariolo nel mio sito?
Sto raccogliendo i grappolini d’uva rimasti dalla vendemmia
Ma ..devo ancora vendemmiare!!!
Mi ero meravigliato di grappolini così belli!
Sign.: Sgaravlàr = raccogliere l’uva rimasta dopo la vendemmia. Sgaravéll = gappolino, plurale Sgaravìa. Veniva dato il permesso ai ragazzini delle famiglie meno abbienti di passare a raccogliere quella poca uva rimasta nella vigna ….ma dopo la vendemmia!
T’ia tant àsan che, sa vian la muria, tan fa gnànc in temp a vedar al murtòri ad ………!
Trad.: Sei talmente asino che, se viene la moria degli asini, non fai in tempo a vedere neanche l’annuncio funebre di……..!
At g’ha al cul acsì bass che s’at càgh dal lampadini in n’as rompan gnànc!!
Trad.: Hai il culo così basso,che se caghi lampadine cadendo non si rompono non si rompono a terra!!!!
L’unica volta c’al l’ha vista, l’è sta quand al s’è prilàa indria in sc’al mentar al nasiva!!
Trad.: L’unica volta che ha visto la gnocca è stato guado si è voltato indietro al momento della nascita.
Em pasà Po insima a n’aréla!!
Trad.: Abbiamo attraversato il fiume Po su di una zattera di paglia (canapelle da muratore)
Sign.: Impresa difficile e rischiosa!!
T’ia dur da gratàr!!!!
Trad.: Sei duro da grattare
Sign.: sei ubriaco fradicio!!
128
Al g’ha dáa ad puntón !
Trad.: ha calciato il pallone con la punta della scarpa!! Grave errore di stile.
129
“na fiúba”, “na falarína”, “na pacéga”
Trad.: una gran botta
Mario Pettazzoni e Fabrizio Frerrari
Cosa era la “pacèga“? Era quel famoso rotolino di carta, ben pressato con i denti per renderlo più consistente, che si tirava con l’elastico fra pollice ed indice a mo di fionda e che quando arrivava sulle cosce scoperte dai pantaloni corti faceva male e lasciava “al nis”, il livido…(se ricordi qualcuno azzardò anche ad usare “il cavaleti” i chiodi a due punte piegati ad U)…
Sign.: …tutto corretto! va da se che il termine “pacéga”, a parte il significato specifico sopra descritto, esprima il concetto di “forte botta”, come téga, ghéga ecc….
130
“cava, cava … ch’è méi catárr ..che pérdar!!
Si diceva a chi aveva una terribile tosse grassa… si gioca sull’assonanza di “catàar” (trovare) e “catàrr” (catarro).
Che vitàssa spasàrs al cul con n’àssa!!… e intànt la gént la pàssa…
Trad.: Che fatica pulirsi dopo un bisogno con un attrezzo improprio come un asse di legno!! E proprio mentre passa la gente!!
Sign.: Dura la vita eh !!!!!