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“Non mi sono reso conto di niente, poi ho visto i corpi intorno a me”: parla chef Ermanno Muccini, tra i feriti della strage di Modena
MODENA – “L’unico dolore fisico che provo è la sensazione di avere degli aghi conficcati nelle braccia, ma i medici mi hanno assicurato che passerà. Mi ritengo fortunato perché potrei non essere qui. Sto per diventare nonno per la terza volta, l’ho detto anche al Presidente Mattarella. Ed è la cosa che al momento mi rende più felice e mi aiuta a superare quello che è accaduto”.
Con voce lucida ma ancora segnata dallo shock, Ermanno Muccini, 59 anni, racconta dal letto dell’Ospedale di Baggiovara gli istanti drammatici della strage avvenuta sabato pomeriggio in via Emilia a Modena. Chef del ristorante Zelmira e volto molto conosciuto in città, Muccini è tra i feriti più gravi travolti dalla Citroen C3 guidata da Salim El Koudri.
Il 59enne ha riportato un importante trauma facciale e una prognosi di 30 giorni. È ricoverato in osservazione in Medicina d’Urgenza, dove nelle scorse ore ha ricevuto la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


A ricostruire quei momenti è anche la sorella Maria Grazia Muccini, titolare dello storico ristorante Zelmira, accorsa sul posto pochi minuti dopo aver ricevuto la telefonata dei soccorritori.
“Ermanno aveva appena attraversato la strada ed era già arrivato sul marciapiede opposto quando ha sentito una macchina sgommare e partire a velocità altissima – racconta –. Si è girato per capire cosa stesse succedendo e ha visto le persone dietro di lui venire scaraventate in aria. Non ha avuto nemmeno il tempo di spostarsi: l’auto lo ha colpito in pieno”.
L’impatto è stato violentissimo. Muccini è stato sbalzato dal marciapiede fino alla carreggiata, battendo con forza il volto sull’asfalto. “Le ferite più evidenti sono alla fronte, all’occhio e al mento – spiega la sorella –. I medici stanno monitorando alcune microfratture al cranio e un ematoma. Dovrà sottoporsi a una seconda Tac e a una risonanza magnetica per approfondire la situazione”.
Nonostante le condizioni serie, Ermanno è sempre rimasto cosciente. “Ricorda perfettamente tutto quello che è successo – continua Maria Grazia –. Quando sono arrivata sul posto mi sono trovata davanti a una scena terrificante: sembrava un campo di battaglia”.
L’attesa dei soccorsi è stata lunga e drammatica. “All’inizio c’erano poche ambulanze e casi molto più gravi rispetto a mio fratello. Ma lui è rimasto vigile per tutto il tempo”.
Ora la famiglia si stringe attorno allo chef modenese, molto amato in città. “Ha tre figlie, due nipotini e una terza in arrivo – dice ancora la sorella –. È una persona speciale e abbiamo tutti bisogno di lui. Deve tenere duro: ci sono tante persone che aspettano di riabbracciarlo”.
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