A Modena le donne guadagnano 6.657 euro in meno degli uomini: il 28 settembre il confronto della Cgil
MODENA – Le donne modenesi guadagnano mediamente 6.657 euro in meno degli uomini e il divario continua ad allargarsi. È uno dei dati da cui partirà il confronto in programma lunedì 28 settembre, dalle 9.30 alle 13, alla Camera di Commercio di Modena, in via Ganaceto 134, dedicato a “La condizione femminile tra gap salariale, lavoro di cura e discriminazione di genere”. L’iniziativa è promossa dalla Cgil di Modena nell’ambito delle celebrazioni territoriali per il 120° anniversario del sindacato e metterà al centro le disuguaglianze che continuano ad attraversare il mercato del lavoro, dalle differenze retributive alla maggiore precarietà femminile, fino al peso del lavoro di cura e agli effetti sulle carriere e sulle future pensioni. A fotografare la situazione modenese è la più recente indagine di Federconsumatori e Caaf Cgil, elaborata sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 e riferite al 2024. Il reddito medio da lavoro rilevato è di 24.045 euro per gli uomini e 17.388 euro per le donne: una differenza di 6.657 euro, pari al 28%. Nel 2016 il divario era di 5.188 euro. Un terzo delle donne considerate nell’indagine dichiara inoltre meno di 10mila euro all’anno e tra le under 35 il lavoro a tempo determinato arriva a interessare il 50% dei rapporti analizzati.
Secondo i dati richiamati dalla Cgil, anche il quadro nazionale resta segnato da una forte distanza rispetto agli uomini: il gap di genere nel tasso di occupazione italiano è indicato in 17,4 punti percentuali, contro una media europea di 9,1 punti. Le carriere femminili risultano inoltre più discontinue e frammentate, con una maggiore diffusione del part-time, anche involontario, e conseguenze che si trascinano dalla progressione professionale fino alla pensione. Al centro del dibattito ci saranno anche gli stereotipi che continuano a orientare i percorsi di studio e professionali, concentrando le donne nelle cosiddette “professioni femminili” e rendendo più difficile l’accesso alle posizioni apicali, il cosiddetto tetto di cristallo. L’obiettivo dichiarato è ragionare su possibili interventi nella contrattazione aziendale e nazionale per ridurre le asimmetrie organizzative, salariali e pensionistiche. I lavori saranno aperti da Aurora Ferrari, della segreteria Cgil di Modena, seguita dagli interventi di Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio, e Silvia Borelli, docente di Diritto del lavoro all’Università di Ferrara. A seguire la tavola rotonda moderata dalla giornalista Anna Ferri, con Maria Cecilia Guerra, Isabella Pavolucci, Giovanni Paglia e Francesco Stagi. Le conclusioni saranno affidate al segretario della Cgil di Modena Alessandro De Nicola.
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