Arpae compie 30 anni: 1.200 dipendenti, 33 sedi e oltre 8mila ispezioni l’anno
BOLOGNA – Trent’anni di attività, circa 1.200 dipendenti, 33 sedi operative distribuite in tutta l’Emilia-Romagna, migliaia di controlli, autorizzazioni, campionamenti e analisi ogni anno. Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, ha celebrato lunedì 28 settembre i suoi primi tre decenni con il convegno “30 anni per l’ambiente. Arpae a supporto del territorio e della sostenibilità”, ospitato al Tecnopolo Dama di Bologna.
L’incontro è stato l’occasione per ripercorrere l’evoluzione dell’Agenzia e discutere del suo ruolo in un contesto segnato da cambiamenti climatici, trasformazioni ambientali e crescente necessità di monitorare e prevenire i rischi.
Ad aprire i lavori sono stati, tra gli altri, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il prefetto Enrico Ricci e la presidente di Ispra e Snpa Maria Alessandra Gallone. Tra gli interventi anche quelli di Andrea Segrè, professore di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Bologna, e Serena Giacomin, direttrice scientifica dell’Italian Climate Network.
“L’Emilia-Romagna ha costruito negli anni un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, enti locali e strutture operative – ha sottolineato de Pascale –. All’interno di questo sistema Arpae svolge una funzione essenziale, mettendo a disposizione dati, monitoraggi, analisi e competenze che consentono di conoscere meglio il territorio, prevenire i rischi, programmare gli interventi e valutare gli effetti delle politiche pubbliche”.
Il direttore generale di Arpae, Paolo Ferrecchi, ha invece indicato nei trent’anni appena trascorsi un punto di partenza per affrontare le trasformazioni future: “Arpae è un sistema complesso che tramite il monitoraggio quotidiano, l’attività di vigilanza e controllo, le previsioni, il rilascio delle autorizzazioni ambientali, la gestione del demanio, gli studi e i progetti di ricerca produce continuamente una grande quantità di dati, un patrimonio a disposizione di tutti”.
L’attività dell’Agenzia spazia dalle autorizzazioni ambientali alle concessioni demaniali, dal monitoraggio della qualità dell’aria e delle acque alla vigilanza e ai controlli, dalle analisi di laboratorio ai sistemi di previsione, fino al supporto tecnico-scientifico per la pianificazione territoriale e ambientale.
I numeri rendono la dimensione del lavoro svolto ogni anno: oltre 3mila atti di autorizzazione, altrettante concessioni demaniali, 8mila campioni prelevati, 1,7 milioni di ore di misurazioni automatiche e più di 130mila misure puntuali. A questi si aggiungono circa 8.300 ispezioni nelle aziende, più di mille segnalazioni gestite, di cui 180 classificate in “codice rosso”, 4.800 pareri rilasciati ad altri enti, 2.700 relazioni tecniche e circa 48mila campioni analizzati in laboratorio.
Arpae gestisce inoltre le reti regionali di sorveglianza per campi elettromagnetici, radioattività ambientale, qualità dell’aria e delle acque, subsidenza, costa e monitoraggio idrometeorologico.
La storia dell’Agenzia prende avvio con la legge regionale 44 del 1995: Arpa Emilia-Romagna diventa operativa il 1° maggio 1996, assumendo le funzioni dei Presidi multizonali di prevenzione delle Ausl, del Servizio meteorologico regionale e della struttura di ingegneria ambientale Idroser.
Nel 2015, con la legge regionale 13, nasce l’attuale Arpae, con l’integrazione delle funzioni ambientali delle Province e nuove competenze in materia di autorizzazioni ambientali ed energetiche e concessioni demaniali.
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