Dopo i supermercati ora i ragazzini giocano ai criminali: tre minorenni arrestati in poche ore
VIGNOLA (Modena) – Lo schema è sempre lo stesso: atteggiarsi da "duri", ostentare un'aggressività da strada e prendere di mira chi non può difendersi, con l'illusione che la giovanissima età garantisca l'impunità. Questa volta, però, il gioco a fare i criminali si è fermato davanti alle manette dei Carabinieri. Nella mattinata del 22 settembre, a Vignola, tre ragazzi tra i 16 e i 17 anni, tutti residenti nella provincia di Modena, sono stati tratti in arresto in due distinti interventi per furto con strappo, tentata rapina e lesioni personali.
La sequenza dei colpi: dal pretesto social all'aggressione in strada
Il primo episodio si è consumato all'ora dell'ingresso a scuola, intorno alle 7:50, nei pressi di un istituto scolastico. Il pretext è banale, quasi un pretesto generation Z: avvicinare uno studente 19enne chiedendo di scambiarsi i contatti sui social. Ma appena la vittima abbassa la guardia, scatta lo strappo: la catenina d'oro gli viene strappata dal collo prima che l'aggressore si dia alla fuga.
Poco più di un'ora dopo, alle 9:15, la scena si ripete nel centro cittadino. Questa volta la vittima è un uomo di 60 anni, sorpreso alle spalle e derubato della propria catena d'oro. L'uomo tenta di inseguire il giovane, senza riuscire a raggiungerlo, ma compie un gesto decisivo: riesce a scattare una fotografia al rapinatore in fuga.
Grazie all'immagine e alle descrizioni incrociate forniti dalle vittime, i Carabinieri in abiti civili individuano poco dopo un 17enne nel centro di Vignola. Addosso gli vengono trovate entrambe le catenine sottratte poco prima, prontamente restituite ai legittimi proprietari.
L'attacco alla donna in bicicletta e la fuga in treno
Negli stessi minuti, lungo la pista ciclabile di via Barella, un secondo episodio mostra il volto più brutale della baby gang. Una donna di 57 anni in bicicletta viene aggredita da due giovani: afferrata e scaraventata a terra, i due tentano di strapparle il monile che porta al collo. La donna resiste, protegge il gioiello e inizia ad urlare, attirando l'attenzione dei passanti e costringendo i due alla fuga.
I Carabinieri capiscono subito dove dirigersi e puntano alla stazione ferroviaria. Saliti sul treno in partenza per Bologna, i militari individuano due ragazzi la cui descrizione corrisponde perfettamente a quella dell'aggressione. Alla vista delle divise, i due cercano di dileguarsi tra le carrozze, ma vengono bloccati: si tratta di un 16enne e un 17enne.
I provvedimenti della Magistratura Minorile
Accompagnati al Centro di Prima Accoglienza di Bologna su disposizione della Procura per i Minorenni, i tre giovanissimi sono stati posti a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato tutti e tre gli arresti:
Per uno dei 17enni è stato disposto il collocamento in comunità.
Per gli altri due ragazzi è scattata la misura dell'obbligo di permanenza in casa.
Un rapido intervento delle forze dell'ordine che riaccende i riflettori su un fenomeno giovanile sempre più preoccupante, dove microcriminalità e ricerca di visibilità facile si intrecciano sulla pelle dei cittadini.
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