Autobus nella Bassa, chi finisce di lavorare alle 17 può aspettare oltre due ore
Questa indagine di SulPanaro.net nasce dalle segnalazioni dei lettori e da un diffuso malessere verso il trasporto pubblico nella Bassa modenese. Un disagio che riguarda gli studenti, tra i principali utenti del servizio, ma anche lavoratori, pendolari e persone che devono spostarsi per una visita medica, raggiungere un ufficio o andare a trovare un parente, senza avere un’automobile a disposizione.
Abbiamo realizzato un monitoraggio dell’offerta programmata utilizzando gli orari e i tariffari ufficiali di SETA e TPER, i rispettivi strumenti di calcolo delle zone tariffarie, gli orari ferroviari pubblicati da RFI e Trenord e i listini degli abbonamenti di Trenitalia Tper. Abbiamo ricostruito esempi di viaggio tra i Comuni della Bassa, verso Modena e verso le stazioni ferroviarie, confrontando partenze, tempi di percorrenza, cambi, attese e possibilità di rientro, con particolare attenzione ai giorni lavorativi e a chi termina il lavoro alle 17. Per i costi abbiamo confrontato abbonamenti mensili e annuali e, nei percorsi che richiedono autobus e treno, sommato i singoli titoli ordinari, distinguendo questi calcoli dai prezzi degli abbonamenti integrati.
L’analisi fotografa gli orari e le tariffe consultati all’inizio di ottobre 2026: non è una rilevazione sul campo di ritardi, soppressioni o affollamento. Le combinazioni tra mezzi sono ipotesi ricavate dagli orari, non coincidenze garantite; dove restano da confermare fermate, trasferimenti o prezzi, lo segnaliamo. L’obiettivo è capire quanto il servizio disponibile permetta di muoversi nella vita quotidiana, anche a chi non va più a scuola.
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Finire di lavorare alle cinque del pomeriggio e tornare a casa in autobus: nella Bassa modenese non è sempre una possibilità concreta. Su alcune tratte il collegamento diretto arriva oltre un’ora dopo, su altre l’attesa supera le due ore. In un caso, tra quelli esaminati, l’ultima partenza è precedente alle 17.
Il problema emerge dal confronto degli orari SETA nei giorni dal lunedì al venerdì, non festivi. Abbiamo preso come riferimento un lavoratore che termina la giornata alle 17 e deve spostarsi tra due località, verificando la prima corsa diretta successiva. Le attese sono calcolate immaginando di essere già alla fermata: nella realtà bisogna aggiungere il tempo necessario per raggiungerla dal posto di lavoro.
Il caso più evidente è Cavezzo–Carpi. Sulla linea 450, il primo autobus diretto dopo le 17 parte dall’autostazione di Cavezzo alle 19.11 e arriva a Carpi alle 19.40. Significa aspettare due ore e undici minuti per un viaggio di ventinove minuti. Tra l’orario assunto come fine del lavoro e l’arrivo trascorrono complessivamente due ore e quaranta minuti.
Sulla stessa linea, da Mirandola verso Carpi, la partenza è alle 18.45 e l’arrivo alle 19.40: un’ora e quarantacinque minuti di attesa. Anche una tratta brevissima può richiedere una pausa lunga. Da Medolla autostazione verso Cavezzo, la prima corsa diretta successiva alle 17 parte alle 18.06 e arriva alle 18.10: sessantasei minuti di attesa per quattro minuti di autobus.
| Tratta e fermate di riferimento | Linea | Prima partenza dopo le 17 | Arrivo | Attesa dalle 17 |
|---|---|---|---|---|
| Cavezzo autostazione → Carpi terminal bus | 450 | 19.11 | 19.40 | 2 ore e 11 minuti |
| Mirandola terminal → Carpi terminal bus | 450 | 18.45 | 19.40 | 1 ora e 45 minuti |
| Medolla autostazione → Cavezzo ex stazione | 400 | 18.06 | 18.10 | 1 ora e 6 minuti |
| San Felice → Camposanto | 410 e 470 | Nessuna corsa diretta dopo le 17 negli orari esaminati | — | Ultima partenza alle 16.33 |
| Medolla autostazione → San Felice | 400 | 17.31 | 17.42 | 31 minuti |
| San Felice → Medolla autostazione | 400 | 17.55 | 18.06 | 55 minuti |
Fonte: orari programmati SETA delle linee indicate, dal lunedì al venerdì non festivi, nel periodo dal 15 settembre al 1° novembre 2026. Il confronto riguarda le corse dirette e non comprende eventuali itinerari con cambi, treni o servizi a chiamata.
Tra San Felice e Camposanto il vuoto riguarda proprio la fine della giornata lavorativa. Nei prospetti delle linee 410 e 470 controllati, l’ultima partenza diretta da San Felice è alle 16.33, con arrivo alle 16.45. Chi termina il turno alle cinque non può prenderla.
La situazione cambia secondo la direzione. Da Carpi verso Mirandola sono previste partenze alle 17.25 e alle 18.25: possibilità di rientro più vicine all’orario considerato rispetto a quelle disponibili nel verso opposto. Per valutare il servizio, quindi, non basta sapere che due località sono collegate: bisogna verificare dove si lavora, dove si abita e a che ora si deve partire.
Medolla–San Felice offre invece più possibilità. Dopo la partenza delle 17.31 seguono corse alle 18.23, 18.50, 19.13 e 20.05. È un esempio che impedisce di descrivere tutta la Bassa nello stesso modo, ma rende ancora più visibili le differenze tra le singole relazioni.
Il confronto con una linea urbana di Modena mostra un’altra organizzazione del servizio. Nell’orario della linea 2 in vigore a inizio ottobre, dall’autostazione verso il bivio di San Damaso, dal lunedì al venerdì si parte alle 17.14, 17.34, 17.54 e 18.14: una corsa ogni venti minuti in questa fascia.
Per chi deve rientrare dal lavoro, la frequenza determina anche quanto sia possibile affrontare un imprevisto: trattenersi qualche minuto in ufficio, uscire più tardi dal reparto o impiegare più tempo per raggiungere la fermata. Dove le partenze sono distanti, perdere un autobus può compromettere il rientro.
Gli orari esaminati fotografano il servizio programmato, senza misurare ritardi o corse soppresse. Mostrano però una difficoltà già presente sulla carta: su alcune tratte della Bassa, il collegamento diretto non risponde alla necessità di tornare a casa dopo le 17.
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