Autobus, SETA continuerà a gestire il servizio fino al 2028. aMo cambia statuto e recupera 90mila euro dopo il caso peculato
Il trasporto pubblico modenese continuerà a essere affidato a SETA fino al 31 dicembre 2028. È questa la decisione più importante assunta lunedì 12 ottobre dall'assemblea dei soci di aMo, l'Agenzia per la Mobilità di Modena, riunita nella sede della Provincia. Una scelta che riguarda direttamente migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano gli autobus per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e servizi. Nella stessa seduta è stato approvato anche il nuovo statuto della società, che amplia le possibilità di investimento nel settore energetico e ambientale e rafforza il percorso di riorganizzazione avviato dopo le irregolarità amministrative emerse negli anni scorsi. La gara per gli autobus slitta al 2028 L'attuale contratto di servizio con SETA scade il 31 dicembre 2026. aMo aveva già avviato le procedure per individuare il futuro gestore del trasporto pubblico, ma una serie di difficoltà tecniche, economiche e normative ha portato a rivedere il calendario. L'assemblea ha quindi dato mandato all'amministratore unico Andrea Bosi di procedere alla negoziazione di una proroga dell'affidamento fino alla fine del 2028. La soluzione, sostenuta da un parere legale richiesto allo studio Malena, viene inquadrata nei provvedimenti di emergenza previsti dal regolamento europeo 1370/2007 per evitare il rischio di interruzione del servizio. Tra gli ostacoli alla nuova gara ci sono le richieste di ulteriori approfondimenti avanzate dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che ha espresso un parere positivo sul percorso avviato dall'Agenzia, subordinandolo però a nuove analisi sul campo e indagini statistiche. A complicare il quadro si aggiungono le incertezze sulle risorse del Fondo nazionale trasporti e la revisione della pianificazione regionale, in attesa del nuovo Piano regionale integrato dei trasporti (PRIT). La Regione Emilia-Romagna ha infatti invitato le Agenzie alla prudenza nella definizione delle risorse economiche da mettere a base delle gare. Per Modena potrebbe anche essere rivista l'attuale organizzazione territoriale del bacino Secchia-Panaro. La proroga punta dunque a garantire la continuità del servizio, rinviando a una fase successiva la ridefinizione complessiva dell'offerta di trasporto pubblico. Bosi: «La mobilità degli studenti sta cambiando, servono più risorse» Il rinvio della gara apre anche una questione che interessa particolarmente i comuni della provincia: la distribuzione dei servizi tra il capoluogo e i centri più piccoli. L'amministratore unico Andrea Bosi sottolinea che sarà necessario rivedere la quantità di risorse disponibili per rendere il trasporto pubblico più vicino alle esigenze dei cittadini, in un contesto caratterizzato da richieste crescenti da parte dei territori. Un passaggio del comunicato di aMo riguarda direttamente anche la Bassa modenese. L'Agenzia riconosce infatti che negli ultimi anni la mobilità studentesca è cambiata, con una domanda meno concentrata sul capoluogo e sempre più orientata verso poli scolastici decentrati, dove l'offerta di trasporto pubblico è storicamente inferiore. Si tratta di un riconoscimento importante: la rete degli autobus deve fare i conti con spostamenti che non seguono più soltanto la direttrice provincia-capoluogo, ma collegano tra loro centri diversi del territorio. Resta da capire se i prossimi due anni saranno utilizzati anche per affrontare le carenze già esistenti, soprattutto per chi non si sposta negli orari scolastici. La proroga del contratto, infatti, garantisce la continuità della gestione, ma non comporta automaticamente un aumento delle corse o un miglioramento dei collegamenti. Nuovo statuto: aMo potrà investire anche nelle energie rinnovabili La seconda decisione assunta dall'assemblea riguarda il nuovo statuto societario, approvato dopo un percorso di confronto con gli enti locali soci e i rispettivi consigli comunali. Le modifiche intervengono su quattro aspetti principali: la durata della società, che viene estesa dal 2032 al 2050; l'ampliamento delle attività alle tematiche energetiche e ambientali; la semplificazione della governance e la digitalizzazione dei processi, con la possibilità di svolgere le assemblee anche a distanza. L'estensione della durata societaria punta a consentire ad aMo di programmare investimenti di lungo periodo, partecipare a bandi e accedere a finanziamenti. Particolarmente significativa è l'introduzione delle attività legate alla riduzione dei consumi energetici e alla produzione di energia da fonti rinnovabili per immobili e mezzi. L'Agenzia potrà quindi realizzare interventi come l'installazione di pannelli fotovoltaici e contribuire a progetti di mobilità sostenibile, compreso Ecomove 2030 promosso dal Comune di Modena. Il caso del denaro sottratto: recuperati finora 90mila euro Nel comunicare l'approvazione del nuovo statuto, aMo ha fornito anche un aggiornamento sulle conseguenze delle irregolarità che hanno interessato la società e sul recupero delle somme sottratte. L'Agenzia ricorda di essere parte lesa in un'indagine per peculato che vede indagata un'ex dipendente. Parallelamente al procedimento penale, sono state avviate azioni civili per recuperare il denaro.
Secondo quanto comunicato dalla società, i primi pignoramenti effettuati sulla base di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso a carico dell'ex dipendente hanno consentito di recuperare 20mila euro. Altri beni sono attualmente destinati alla vendita attraverso aste giudiziarie. Ulteriori 70mila euro sono rientrati nelle casse di aMo grazie ad accordi transattivi conclusi con ex amministratori, sulla base di valutazioni legali relative ai rispettivi poteri e responsabilità. Il totale delle somme recuperate ammonta quindi, al momento, a 90mila euro. I legali incaricati stanno inoltre predisponendo azioni di responsabilità nei confronti degli ex direttori per le somme ritenute a loro riferibili. La società sottolinea che la riorganizzazione interna ha portato all'introduzione di nuovi meccanismi di controllo contabile e amministrativo, all'adozione del Modello organizzativo 231, alla nomina di un Organismo di vigilanza esterno e a regolamenti interni più stringenti. Le decisioni del 12 ottobre segnano così una doppia fase di transizione per aMo: da un lato la necessità di garantire la continuità degli autobus in attesa di una nuova gara, dall'altro il rafforzamento dell'organizzazione societaria e delle sue possibilità di investimento. Per i cittadini, tuttavia, la questione centrale resta quella della qualità del trasporto pubblico: non soltanto chi gestirà gli autobus dopo il 2028, ma quali collegamenti saranno effettivamente garantiti nei prossimi anni, soprattutto nei territori più lontani dal capoluogo.
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