Criminalità, Modena è al 20° posto in Italia: preoccupano violenze sessuali e i minori
La provincia di Modena scende al ventesimo posto nella classifica nazionale della criminalità elaborata dal Sole 24 Ore, migliorando di tre posizioni rispetto all'anno precedente. Un risultato accolto positivamente dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti, ma che non cancella alcuni dati preoccupanti: dalle denunce per violenza sessuale al coinvolgimento dei minorenni nei reati, due fenomeni sui quali il territorio modenese si colloca nelle prime posizioni nazionali.
L'Indice della criminalità, costruito sulla base dei dati del ministero dell'Interno relativi al 2025, prende in esame i delitti denunciati ogni 100mila abitanti nelle 106 province italiane. Non misura quindi direttamente tutti i reati effettivamente commessi, ma quelli che emergono attraverso le denunce e l'attività delle forze dell'ordine.
Modena, 109 denunce per violenza sessuale e 391 rapine
Se la posizione complessiva della provincia migliora, l'analisi delle singole tipologie di reato restituisce un quadro più articolato. Modena è infatti all'undicesimo posto in Italia per incidenza delle denunce di violenza sessuale, con 109 casi registrati nel 2025. Per le rapine si colloca al tredicesimo posto, con 391 denunce.
La provincia occupa inoltre la diciottesima posizione per gli omicidi volontari, con sei denunce, e la diciannovesima per gli omicidi da incidente stradale, con 21 denunce.
Particolarmente significativo è il dato relativo ai minorenni: a Modena rappresentano l'8,3% delle persone segnalate, una delle percentuali più alte d'Italia, seconda soltanto a quella di Sondrio, che raggiunge il 9,7%.
Un elemento che richiama l'attenzione non soltanto sulla sicurezza e sui controlli, ma anche sulle politiche educative e di prevenzione rivolte agli adolescenti.
Mezzetti: «Un miglioramento, ma dobbiamo ascoltare le paure dei cittadini»
Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti considera positivamente il risultato, pur invitando a distinguere il dato provinciale dalla situazione specifica del capoluogo.
«La classifica degli indici di criminalità del Sole 24 Ore va sempre letta con attenzione e realismo, qualunque sia il dato che ci consegna. È bene ricordare che i numeri riguardano tutta la Provincia anche se è inevitabile l'effetto di trascinamento che ha la città capoluogo: proprio per questo sarebbe ancora più interessante conoscere nel dettaglio i dati sulla città».
Il primo cittadino sottolinea il miglioramento registrato durante il 2025, primo anno interamente amministrato dalla sua giunta: «Valuto in modo positivo il calo delle denunce che ci fa scendere di tre posizioni rispetto allo scorso anno».
Secondo Mezzetti, il risultato conferma l'importanza dell'attività svolta nell'ambito del Comitato per l'ordine pubblico coordinato dal prefetto. Ma è soprattutto il coinvolgimento dei minorenni a richiedere un'attenzione specifica.
«Il dato dell'incidenza delle denunce dei minori ci racconta che è corretto concentrare più controlli e anche risorse – ad esempio con l'istituzione degli school tutor – su questa fascia d'età».
Il sindaco richiama inoltre la sua proposta delle tre R, responsabilità, riparazione e rieducazione, indicando nelle pene alternative uno strumento per responsabilizzare i ragazzi autori di reati e favorirne il reinserimento nella comunità.
La riduzione delle denunce, tuttavia, non deve trasformarsi in una sottovalutazione della percezione di insicurezza.
«La statistica è uno dei modi di leggere la realtà ma bisogna farsi carico e affrontare le paure dei cittadini perché nessuna percentuale in discesa può rassicurare chi ha subito un reato o teme per la sicurezza dei propri figli quando escono di casa», conclude Mezzetti.
In Italia meno furti e rapine, ma aumentano le truffe informatiche
Il miglioramento della posizione modenese si inserisce in un quadro nazionale che, per la prima volta dopo quattro anni di crescita, registra una diminuzione dei reati denunciati.
Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di delitti, il 1,8% in meno rispetto all'anno precedente. A incidere maggiormente sulla riduzione sono i furti, scesi sotto il milione di casi: 992.660, con una diminuzione del 5,9%. Calano soprattutto quelli nelle abitazioni, diminuiti dell'8,7%, e quelli ai danni delle automobili in sosta, in flessione del 16,2%. Le rapine diminuiscono del 3,6%.
Il fenomeno in controtendenza è quello delle truffe e delle frodi informatiche, che raggiungono quasi 299mila denunce, con un incremento del 4,4% in un anno e del 40,8% rispetto al 2019. Crescono anche i danneggiamenti, le percosse e le estorsioni.
Sul fronte dei reati più gravi, gli omicidi volontari diminuiscono da 326 a 289, il livello più basso registrato dal 1950, a pari merito con il 2020, anno segnato dalle restrizioni della pandemia.
La classifica nazionale: Milano prima, Bologna quarta
In testa alla graduatoria per numero di denunce rapportate alla popolazione resta Milano, con oltre 7mila denunce ogni 100mila abitanti. Seguono Firenze e Roma. Bologna è quarta, Rimini sesta. Modena, ventesima, si colloca quindi alle spalle di altri importanti territori dell'Emilia-Romagna.
All'estremo opposto della classifica si trova Oristano, con 1.707 denunce ogni 100mila residenti.
Il quadro nazionale mostra segnali di miglioramento anche nei primi sei mesi del 2026, con una riduzione provvisoria delle denunce del 9,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
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