Dalla Sicilia a Verona con cavallo e carretto: Nino attraversa l’Italia e trova ospitalità a Sozzigalli
Un cavallo, un carretto siciliano e 1.500 chilometri di strade da percorrere, senza fretta. Niente motori, niente autostrade, soltanto il rumore degli zoccoli sull'asfalto e un viaggio che sembra appartenere a un'altra epoca. È l'avventura di Nino Buttitta, partito da Bagheria, in provincia di Palermo, per raggiungere Verona e partecipare a Fieracavalli. Una traversata dell'Italia che nei giorni scorsi ha fatto tappa anche nella Bassa modenese, precisamente a Sozzigalli, dove il viaggiatore e il suo inseparabile cavallo Ferdinando hanno trovato una famiglia pronta ad accoglierli.
Nino ha lasciato la Sicilia il 5 settembre. Da allora procede a una media di circa venti chilometri al giorno, seguendo un itinerario che lo ha portato ad attraversare buona parte della penisola. Con il suo carretto tradizionale ha raggiunto Messina, si è imbarcato sul traghetto per Villa San Giovanni insieme a Ferdinando e ha proseguito attraverso Calabria, Basilicata, Campania, Lazio, Abruzzo, Umbria e Toscana, prima di arrivare in Emilia-Romagna.
Ma perché affrontare un viaggio così lungo e impegnativo quando basterebbero poche ore in automobile?
La risposta si trova nella storia personale di Nino, cresciuto con i nonni che facevano i carrettieri. Il suo non è soltanto un viaggio per raggiungere una manifestazione dedicata ai cavalli: è soprattutto un modo per mantenere viva la memoria di un mestiere e di una cultura che rischiano di scomparire. Il carretto, in questo caso, non è un semplice oggetto folkloristico da mostrare al pubblico, ma il simbolo di un mondo fatto di fatica, abilità, rapporto con gli animali e conoscenza delle strade.
A Sozzigalli una famiglia apre le porte di casa a Nino e Ferdinando
Ad accogliere il viaggiatore è stata la famiglia Tedesco, che aveva già conosciuto la sua storia attraverso i social.
A raccontare come è nato l'incontro è Alessandro Tedesco. Suo padre, di origini siciliane, e sua madre condividono una grande passione per i cavalli e dispongono degli spazi necessari per ospitarli.
La famiglia seguiva le imprese di Nino già dal 2022, quando aveva compiuto un altro lungo viaggio, questa volta fino ad Assisi. Avevano letto della sua avventura attraverso la testata Bella Sicilia e ne erano rimasti colpiti.
Quando hanno saputo che il nuovo itinerario sarebbe passato nei pressi di Sozzigalli, hanno deciso di contattarlo e offrirgli un posto dove fermarsi.
Per Ferdinando è stato predisposto uno spazio recintato, con acqua, fieno e mangime. Per Nino, invece, la famiglia ha messo a disposizione la propria roulotte, trasformandola in un alloggio confortevole dove trascorrere due notti.
Un gesto di ospitalità che ha permesso al viaggiatore di recuperare le energie prima di rimettersi in cammino verso Verona.
Il problema più difficile? Trovare ogni sera un posto per il cavallo
Viaggiare attraverso l'Italia con un cavallo e un carretto comporta difficoltà che chi si sposta con mezzi moderni fatica anche soltanto a immaginare.
Ogni giornata richiede di scegliere strade percorribili, affrontare il traffico e individuare un luogo sicuro dove fermarsi. E la prima preoccupazione non è trovare un letto per sé, ma assicurare a Ferdinando uno spazio adeguato per riposare.
Non sempre le due esigenze coincidono.
Nel corso del viaggio Nino ha incontrato persone disponibili ad aiutarlo, ma è capitato anche che il luogo individuato per il cavallo non offrisse alcuna sistemazione per il suo proprietario, costretto così a trascorrere la notte nel sacco a pelo.
Lungo il percorso ci sono stati anche incontri poco rassicuranti con animali selvatici, tra cui cinghiali e lupi.
Per questo la disponibilità di una famiglia come quella di Sozzigalli assume un valore particolare: significa poter contare, almeno per qualche giorno, su un luogo protetto e sulla tranquillità necessaria per riprendere il viaggio.
Un'avventura che racconta un'Italia diversa
Quello di Nino Buttitta è un modo di viaggiare che sembra sfidare tutte le abitudini contemporanee. Mentre la tecnologia promette spostamenti sempre più rapidi, lui sceglie di impiegare settimane per raggiungere una destinazione che in automobile sarebbe distante meno di una giornata.
Ma proprio questa lentezza gli permette di conoscere luoghi e persone, costruendo lungo la strada una rete di incontri e solidarietà.
La famiglia Tedesco è rimasta particolarmente colpita dalla determinazione necessaria per affrontare un'esperienza del genere, senza poter programmare ogni dettaglio e senza avere la certezza di trovare un riparo alla fine della giornata.
Alessandro ha sottolineato quanto sia difficile immaginare lo spirito di adattamento richiesto da un viaggio senza le comodità alle quali siamo abituati, nel quale anche sapere dove si dormirà la notte successiva può diventare un'incognita.
Per due giorni, a Sozzigalli, quella incertezza ha lasciato spazio all'accoglienza.
Poi Nino e Ferdinando sono tornati sulla strada, con il carretto siciliano e la meta ancora davanti a loro: Verona.
Un viaggio che tiene insieme due estremità dell'Italia, ma soprattutto un pezzo di storia e un modo di vivere che Nino Buttitta ha deciso di non lasciare scomparire.
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