Mirandola perde l’automedica: dal 10 novembre si sposta a Cavezzo per servire anche Carpi. La denuncia del Comitato
MIRANDOLA – L’automedica attualmente presente presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola sarebbe destinata a trasferirsi a Cavezzo a partire dal prossimo 10 novembre. A denunciarlo è il Comitato Salviamo l’Ospedale della Bassa, che attraverso un intervento pubblicato su Facebook solleva forti critiche nei confronti della riorganizzazione dei servizi sanitari tra i distretti di Mirandola e Carpi.
Al centro della polemica c’è una questione territoriale: perché, si chiede il Comitato, la soluzione baricentrica non è stata accolta per la realizzazione di un ospedale unico tra Carpi e Mirandola, mentre viene ora adottata per la collocazione dell’automedica?
«Carpi: ospedale unico baricentrico no; automedica di Mirandola baricentrica sì», è il titolo provocatorio del post pubblicato dal Comitato Salviamo l’Ospedale della Bassa.
Secondo quanto riferito dal Comitato, il trasferimento del mezzo sarebbe una conseguenza del Patto per la Sanità sottoscritto dalle amministrazioni locali, con l’obiettivo di individuare una posizione centrale rispetto ai territori dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (UCMAN) e dell’Unione Terre d’Argine.
La nuova collocazione individuata sarebbe Cavezzo, ma il Comitato teme che questa scelta possa determinare una riduzione della disponibilità del mezzo per il territorio mirandolese.
Il ruolo dell’automedica nel Pronto Soccorso di Mirandola
A sostegno della propria denuncia, il Comitato richiama l’attenzione su una fotografia che ritrae l’automedica parcheggiata accanto al Pronto Soccorso del Santa Maria Bianca.
Secondo l’associazione, la presenza del mezzo rappresenterebbe anche un supporto concreto all’attività del personale ospedaliero.
«Guardate bene l’automedica parcheggiata di fianco al Pronto Soccorso, mentre il medico e l’infermiere aiutano il personale del nostro PS e sopperiscono alla scarsità di esso», scrive il Comitato.
Una funzione che, secondo i promotori della protesta, verrebbe meno con il trasferimento della postazione.
L’automedica è un mezzo di soccorso avanzato, generalmente utilizzato per portare personale sanitario qualificato direttamente sul luogo delle emergenze. La sua collocazione territoriale incide sull’organizzazione degli interventi e rappresenta quindi un elemento importante nella pianificazione dei servizi del 118.
Resta tuttavia da chiarire se e in quale misura l'eventuale trasferimento modificherebbe i tempi di intervento nei diversi Comuni e il supporto attualmente assicurato al Pronto Soccorso di Mirandola.
Il Patto per la Sanità tra Carpi e Mirandola
La polemica si inserisce nel più ampio percorso di riorganizzazione sanitaria avviato nei due distretti.
Il 21 aprile 2026 la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria ha approvato all’unanimità il Protocollo d’intesa sulla sanità del sistema nord modenese, finalizzato a rafforzare l’integrazione tra gli ospedali di Carpi e Mirandola e tra i servizi sanitari territoriali.
L'accordo prevede, tra l'altro, un Gruppo di Lavoro Interdistrettuale incaricato di accompagnare la definizione delle funzioni ospedaliere e territoriali, attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali, delle aziende sanitarie e dei rappresentanti dei cittadini.
Il protocollo è stato illustrato anche nell'articolo pubblicato da SulPanaro il 22 aprile 2026: Sanità nell'Area Nord modenese, firmato il protocollo di collaborazione tra aziende sanitarie, istituzioni e cittadini.
Il progetto di integrazione era stato presentato dalla Regione Emilia-Romagna già il 5 novembre 2025, con la previsione di un nuovo ospedale a Carpi e di interventi di innovazione e potenziamento del Santa Maria Bianca di Mirandola.
«Dove vedremo più spesso la nostra automedica?»
Il Comitato mette soprattutto in discussione le conseguenze territoriali della scelta.
«A questo punto secondo voi dove vedranno più spesso la nostra automedica? Nei Comuni delle Terre d'Argine o nei Comuni di Mirandola e dell'UCMAN?», domanda l'associazione.
Un interrogativo che riflette la preoccupazione per un possibile riequilibrio dei servizi di emergenza a favore del territorio carpigiano.
Le critiche investono direttamente anche gli amministratori locali. Nel post si parla di un comportamento «ipocrita» da parte di Carpi e di «sottomissione al volere dei carpigiani» da parte dei sindaci di Mirandola e dell'Area Nord.
Accuse politiche esplicite, che riportano al centro del dibattito le tensioni sulla distribuzione dei servizi sanitari tra i due distretti.
Le domande ancora aperte
La denuncia del Comitato apre una serie di questioni sulle quali sarà importante acquisire chiarimenti ufficiali dall'Ausl di Modena e dalle amministrazioni interessate.
Anzitutto occorrerà verificare la conferma dello spostamento a Cavezzo dal 10 novembre, la sua eventuale formalizzazione attraverso specifici provvedimenti e le ragioni tecniche alla base della nuova collocazione.
Ma soprattutto sarà necessario conoscere quali territori dovrà servire l'automedica, come cambieranno i tempi di risposta alle emergenze e se il Pronto Soccorso del Santa Maria Bianca continuerà a beneficiare dello stesso supporto sanitario.
Il punto sollevato dal Comitato riguarda infatti una questione centrale: l'integrazione tra i sistemi sanitari di Carpi e Mirandola deve garantire un miglioramento complessivo dell'assistenza, senza creare squilibri nella distribuzione dei servizi di emergenza.
Ed è su questo terreno, più ancora che sulla scelta geografica di Cavezzo, che si misureranno le conseguenze della riorganizzazione denunciata dal Comitato.
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