Povertà energetica, a Modena la comunità energetica punta sulle famiglie più fragili
MODENA – La comunità energetica come strumento non soltanto ambientale, ma anche sociale: produrre energia rinnovabile condivisa per alleggerire il peso delle bollette soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili. È stato questo uno dei temi al centro della visita in Comune a Modena di una delegazione del Gyeonggi Research Institute, istituto di ricerca politica della Corea del Sud.
I sette componenti della delegazione sono arrivati in Municipio nell’ambito di uno studio sulle politiche avanzate adottate nelle aree industriali europee, con un interesse particolare per le Comunità energetiche rinnovabili e per le misure di contrasto alla povertà energetica.
A illustrare l’esperienza modenese è intervenuto Glauco Fanti, vicepresidente della comunità energetica Mo C’è e membro del Movimento 5 Stelle di Modena.
Secondo Fanti, il punto centrale del modello deve essere la possibilità di coinvolgere anche chi non dispone delle risorse necessarie per effettuare investimenti propri.
«Particolare attenzione va alle famiglie a basso reddito e vulnerabili – spiega – perché nel modello di Mo C’è la povertà energetica non è un tema secondario, ma l’obiettivo prioritario».
La partecipazione a una comunità energetica può infatti consentire, nelle intenzioni del progetto, di distribuire anche alle famiglie in difficoltà parte dei benefici economici generati dalla produzione e dalla condivisione dell’energia rinnovabile, senza richiedere necessariamente l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione.
Per Fanti, la povertà energetica va inoltre letta come un problema più ampio rispetto al semplice aumento delle bollette.
«Non significa soltanto subire il caro energia – sostiene – ma rappresenta una vera forma di esclusione sociale e materiale, che incide direttamente sulla salute e sulla dignità delle persone».
Da qui la necessità, secondo il vicepresidente di Mo C’è, di collegare la transizione energetica alle politiche sociali.
«Contrastare questo fenomeno non è solo un atto di solidarietà, ma una strategia che genera benefici per l’intera società. Progetti come la CER Mo C’è dimostrano che la transizione verso le rinnovabili non deve essere un privilegio per chi può permettersi i pannelli solari, ma un’opportunità di riscatto collettivo».
Fanti richiama infine il tema della povertà energetica come uno degli elementi storicamente presenti nelle politiche promosse dal Movimento 5 Stelle, sottolineando la necessità di utilizzare gli strumenti della transizione ecologica anche per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali.


- Mirandola, nell’incendio del condominio c’era anche il cane Ice: salvato dalla Polizia mentre era privo di sensi
- Povertà energetica, a Modena la comunità energetica punta sulle famiglie più fragili
- Carpi Comune-Sinistre Unite: «Studenti palestinesi in città, cure al Ramazzini e accoglienza per i bambini di Gaza»
- Carpi, si schianta contro un platano sulla Romana Sud: la Provincia dovrà risarcirlo con 125mila euro
- Caro-energia, l’appello dei sindaci soci ad Aimag: «La politica sfrutti fino in fondo i propri strumenti»
- La sanità si allontana ancora per i modenesi? Cosa può cambiare con il piano di integrazione Modena-Reggio
- McDonald’s apre a Soliera Appalto: 35 posti di lavoro, candidature entro l’11 ottobre













































































