Rivara tagliata in due dalla provinciale: non c’è un attraversamento perdonale davvero sicuro
RIVARA (SAN FELICE SUL PANARO) – C’è la mamma che a mezzogiorno rientra dalla passeggiata con il bebè nel passeggino, quando il sole è ancora alto. C’è il papà in bicicletta con il bambino seduto dietro, al pomeriggio diretto al campo sportivo per l’allenamento di calcio. C’è il lavoratore che all'alba da Rivara, Dogaro o dal Massa raggiunge in bici il polo industriale. Nei giorni di festa ci sono i podisti, chi cammina per tenersi in forma, al sabato le mamme che accompagnano i bambini al catechismo, ogni mattina di buon'ora le signore che vanno in centro a comprare il pane, alla domenica ci sono i fedeli diretti in chiesa, e poi i ragazzi che si muovono in bicicletta E tutti quelli che, semplicemente, devono passare da una parte all’altra del paese per raggiungere un bar, una gelateria, un’attività o la propria casa.
È questa la vita quotidiana attorno alla SP 468, via Estensi, a Rivara. Non una strada ai margini dell’abitato, ma un’arteria che attraversa una frazione viva e frequentata e che ogni giorno viene percorsa e attraversata da pedoni e ciclisti di tutte le età.
Il problema è che farlo in sicurezza è sempre più difficile, anzi non c'è un solo attraversamento pedonale sicuro per chilometri.
La provinciale 468 è infatti anche una delle principali direttrici tra San Felice sul Panaro e Finale Emilia ed è percorsa continuamente da automobili, furgoni, camion, trattori e mezzi pesanti. Una strada ad alto scorrimento che, di fatto, taglia Rivara in due.
Di recente su una parte della carreggiata è stato steso nuovo asfalto. Un intervento certamente utile per eliminare buche e avvallamenti, ma che secondo diversi residenti ha avuto anche un effetto collaterale facilmente percepibile: sulla superficie nuova e regolare le auto tendono a scorrere più velocemente.
E mentre l’asfalto è arrivato, gli attraversamenti pedonali continuano a essere il vero punto debole.
Le strisce sono in diversi punti fortemente sbiadite, consumate o praticamente scomparse. Mancano attraversamenti realmente protetti, isole salvagente e sistemi capaci di indurre gli automobilisti a rallentare nei punti maggiormente frequentati dai pedoni.
Il risultato è che attraversare la provinciale richiede attenzione continua, rapidità e, troppo spesso, anche una certa dose di coraggio.
A rendere quasi paradossale la situazione c’è poi la segnaletica comparsa lungo la strada: un cartello raffigura un pennello intento a tracciare le strisce
sull’asfalto, accompagnato dal segnale triangolare di pericolo. Un avviso che segnala la situazione, ma che naturalmente non può sostituire ciò che serve davvero: strisce ben visibili e attraversamenti sicuri.
E il problema riguarda anche i più giovani. Ogni giorno ragazzi e studenti devono attraversare la provinciale per raggiungere le fermate degli autobus e partire verso le scuole di Mirandola, Finale Emilia e degli altri centri. Bambini e adolescenti percorrono la stessa strada a piedi o in bicicletta per raggiungere il campo sportivo e la scuola calcio.
Non si tratta dunque di un attraversamento utilizzato occasionalmente, ma di una strada inserita pienamente nella quotidianità della frazione.
Proprio per questo la situazione non può essere considerata un semplice problema di manutenzione della segnaletica orizzontale. È una questione di sicurezza urbana e di mobilità quotidiana.
Rivara vive sulle due sponde della SP 468. E chi abita qui deve poter passare dall’una all’altra senza trasformare ogni attraversamento in una prova di attenzione contro auto e mezzi pesanti.
Il nuovo asfalto è stato fatto. Ora occorre intervenire con altrettanta urgenza su chi quella strada non la percorre protetto da una carrozzeria: pedoni, bambini e ciclisti.
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