Roberto Gavioli, l’uomo che costruiva mondi: Thunder Town sarà anche il suo ultimo grande set
SAN FELICE SUL PANARO – Ci sono persone che continuano a stare dentro le cose che hanno costruito anche quando non ci sono più. A Thunder Town, il grande evento cinefotografico che il 10 e 11 ottobre trasformerà San Felice sul Panaro in uno scenario post-apocalittico ispirato all’universo di Mad Max, Roberto Gavioli sarà presente praticamente ovunque.
Nei manufatti che aveva già realizzato, nelle scenografie recuperate e trasformate, negli oggetti costruiti negli anni per gli eventi sanfeliciani e persino nel gigantesco Marco Cavallo creato in occasione di Disturbia e ora destinato a tornare in scena.
La sua morte improvvisa ha attraversato tutta la conferenza stampa di presentazione di Thunder Town. Non come una commemorazione formale, ma attraverso i ricordi di chi con lui ha passato anni a inventare mondi impossibili per poi provare, ostinatamente, a costruirli davvero.
Gavioli era l’uomo al quale si raccontava un’idea e che, spesso già la sera stessa, cominciava a darle una forma. Alcune strutture per Thunder Town le aveva già preparate. Dopo la sua scomparsa, raccontano gli organizzatori, il gruppo si è fermato per una decina di giorni. Poi la decisione: andare avanti.
E andare avanti proprio nel modo in cui probabilmente sarebbe piaciuto a lui. Il gruppo si è ironicamente ribattezzato “i Furiosi”, richiamando l’ultimo capitolo della saga di Mad Max: un piccolo esercito di volontari deciso a portare a termine un lavoro diventato improvvisamente molto più difficile.
Thunder Town diventerà così anche un grande omaggio a Gavioli. In via Marconi sarà allestito uno spazio con alcuni dei suoi attrezzi personali e con i materiali che utilizzava per costruire le grandi scenografie. Accanto, fotografie soprattutto di backstage: immagini di lavoro, momenti goliardici, istanti rubati mentre si preparavano gli allestimenti e che oggi, inevitabilmente, hanno assunto un altro valore.
Ma il ricordo più potente sarà probabilmente quello meno dichiarato. Perché pezzi costruiti da Gavioli torneranno semplicemente a fare ciò per cui erano nati: stare dentro una scena, trasformare uno spazio, sorprendere il pubblico.
È una storia che attraversa buona parte della stagione culturale recente di San Felice: dal Magico Carnevale a Sepulchrum, da Disturbia al Villaggio Fantozzi, fino ai progetti rimasti soltanto sulla carta. Tra questi anche un intero evento dedicato a Federico Fellini, per il quale Gavioli aveva già cominciato a immaginare e costruire il Grand Hotel di Rimini. Di idee così, raccontano gli amici, ne restavano molte. Qualcuna forse verrà ancora realizzata.
E allora Thunder Town, più che essere l’evento che Gavioli non è riuscito a vedere finito, diventa in qualche modo il contrario: l’ultima delle sue scenografie che San Felice ha deciso di terminare per lui.
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