Salute mentale, dopo il duplice omicidio di Mirandola torna la domanda: chi si prende cura delle persone più fragili?
Il tema della salute mentale torna al centro dell'attenzione in provincia di Modena, a pochi giorni dal terribile duplice omicidio di Mirandola, dove il 15 ottobre sono stati trovati senza vita Vincenza Giannini e il marito Pier Ferdinando Casari. Per il delitto è stato fermato Daniele Tavoni, figlio della donna, la cui situazione personale e i cui rapporti con i servizi sociosanitari sono diventati uno degli aspetti sui quali si concentra l'attenzione dopo la tragedia.
Secondo quanto riportato dalla Rai, Tavoni era seguito dai servizi sociali e aveva interrotto le visite al Centro di Salute Mentale. Una circostanza che solleva interrogativi sulla continuità dell'assistenza, sui percorsi di presa in carico e sulle difficoltà che le famiglie possono incontrare quando una persona in condizioni di fragilità interrompe i contatti con i servizi.
Non è possibile, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, stabilire quale ruolo abbiano avuto eventuali problemi psichiatrici nella vicenda, né attribuire responsabilità ai servizi che si occupavano dell'uomo. E sarebbe sbagliato stabilire un'equazione tra malattia mentale e violenza: la grande maggioranza delle persone che convivono con disturbi psichici non commette reati violenti.
Resta però una domanda di interesse pubblico, che va oltre il singolo fatto di cronaca: che cosa succede quando una persona fragile interrompe un percorso di cura? E quali strumenti hanno i servizi, le famiglie e la comunità per riconoscere e affrontare situazioni di isolamento e disagio crescente?
Un milione di italiani in cura, a Modena una settimana per parlare di salute mentale
È in questo clima che si apre la sedicesima edizione di Màt – Settimana della Salute Mentale, in programma dal 24 al 30 ottobre a Modena e in diversi Comuni della provincia.
Secondo i dati della Società Italiana di Psichiatria richiamati dagli organizzatori, sono circa un milione gli italiani in carico ai servizi per la salute mentale, un numero che evidenzia la dimensione nazionale del bisogno di assistenza e la pressione esercitata sul sistema sanitario.
Il programma prevede oltre 80 appuntamenti tra incontri, dibattiti, spettacoli, cinema, arte e iniziative pubbliche. L'obiettivo è portare la salute mentale fuori dagli ambulatori e dagli ospedali, coinvolgendo cittadini, professionisti, associazioni e famiglie.
Il tema scelto per il 2026 è «Oltre la connessione, dentro la relazione»: una riflessione sul paradosso di una società nella quale siamo permanentemente collegati attraverso smartphone e social network, ma possiamo ritrovarci profondamente soli.
Donatella Marrama: «Le connessioni sono anche il fondamento del nostro modo di curare»
A spiegare il significato dell'iniziativa è Donatella Marrama, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'AUSL di Modena.
«Le connessioni rappresentano anche il fondamento del nostro modo di curare: mettono in relazione professionisti, persone, famiglie e fanno dialogare competenze diverse, servizi, istituzioni e comunità».
Parole che assumono un significato particolare anche alla luce degli interrogativi aperti dalla cronaca di Mirandola.
La questione non riguarda soltanto la possibilità di accedere a una visita psichiatrica o a un trattamento farmacologico. Riguarda anche la capacità di mantenere nel tempo una relazione terapeutica, di accompagnare chi vive una condizione di disagio e di sostenere i familiari che spesso si trovano ad affrontare situazioni complesse.
«In un tempo nel quale possiamo essere permanentemente collegati e, nello stesso tempo, profondamente soli, abbiamo bisogno non tanto di moltiplicare le connessioni, quanto di prenderci cura della loro qualità», sottolinea Marrama.
Il caso Mirandola e gli interrogativi sulla continuità dell'assistenza
La vicenda di Vincenza Giannini e Pier Ferdinando Casari impone di distinguere due questioni: l'accertamento delle responsabilità penali, che spetta alla magistratura, e la riflessione sul funzionamento della rete di assistenza territoriale.
La notizia dell'interruzione delle visite al Centro di Salute Mentale da parte di Daniele Tavoni apre un interrogativo concreto: quali possibilità di intervento esistono quando una persona decide di non proseguire un percorso terapeutico?
Le risposte non sono semplici. Il diritto all'autodeterminazione del paziente, la riservatezza sanitaria e i limiti previsti dalla legge agli interventi obbligatori devono convivere con l'esigenza di garantire assistenza, continuità delle cure e tutela delle persone coinvolte.
Anche il ruolo delle famiglie è centrale. I parenti possono rappresentare un punto di riferimento fondamentale, ma non sempre dispongono degli strumenti necessari per affrontare da soli condizioni di disagio grave o persistente.
Per questo il dibattito sulla salute mentale non può limitarsi alle emergenze, né essere affrontato soltanto dopo episodi drammatici. Occorre interrogarsi sulle risorse disponibili, sulla collaborazione tra servizi sanitari e sociali, sull'assistenza domiciliare e sulle possibilità di recuperare il rapporto con chi si allontana dai percorsi di cura.
Sono questioni che riguardano direttamente anche la Bassa modenese e sulle quali la tragedia di Mirandola rende particolarmente urgente un confronto pubblico.
Màt, oltre 80 appuntamenti: si comincia sabato 24 ottobre
La Settimana della Salute Mentale prenderà il via sabato 24 ottobre, alle 9.45, da piazza Roma a Modena, con una parata musicale contro i pregiudizi accompagnata dalla Banda Cittadina Andrea Ferri.
Il corteo attraverserà il centro storico fino al Cinema Astra, dove sono previsti i saluti istituzionali e la presentazione del programma. La mattinata si concluderà con l'esibizione della Banda Rulli Frulli – Marching Band.
Nel pomeriggio, dalle 15, sempre al Cinema Astra, spazio a «Meglio Matti che Corti: REWIND», una selezione di cortometraggi dedicati alla fragilità, all'identità e al bisogno di ascolto.
Domenica 25 ottobre, a Nonantola, lo scrittore e sociologo Tahar Lamri parteciperà all'incontro «La doppia assenza: immigrazione e sradicamento», dedicato alle difficoltà di integrazione e alle fratture identitarie.
Mercoledì 28 ottobre, a Modena, il programma proporrà approfondimenti sui trattamenti psicosociali e la presentazione del libro dello psichiatra Mario Colucci «Che cos'è la salute mentale? Genealogie e prospettive critiche», che riprende il pensiero di Franco Basaglia.
La manifestazione coinvolgerà anche altri centri della provincia, con iniziative dedicate all'inclusione, alla socialità, all'arte e al ruolo della comunità nei percorsi di cura.
Màt è un progetto dell'Azienda USL di Modena, organizzato con Arci Modena e il coinvolgimento di istituzioni, associazioni, operatori sanitari, volontari e familiari.
La salute mentale non può diventare un argomento soltanto dopo una tragedia
La Settimana della Salute Mentale nasce anche per contrastare lo stigma che ancora accompagna i disturbi psichici. Un obiettivo che richiede attenzione particolare proprio quando un grave fatto di cronaca porta la malattia mentale al centro del dibattito.
Il rischio è che la paura alimentata da un episodio di violenza finisca per rafforzare i pregiudizi verso persone che, nella maggior parte dei casi, hanno soprattutto bisogno di ascolto, sostegno e opportunità di inclusione.
Ma evitare lo stigma non significa rinunciare a porre domande sul funzionamento dell'assistenza.
La tragedia di Mirandola non può essere utilizzata per trarre conclusioni affrettate sulle responsabilità dei servizi sanitari. Può però rappresentare un'occasione per chiedersi se le reti territoriali dispongano di risorse adeguate, quanto siano accessibili i percorsi di sostegno alle famiglie e come venga affrontata l'interruzione delle cure.
È proprio il tema delle connessioni, scelto da Màt per questa edizione, a suggerire una riflessione: una rete di cura non si misura soltanto dal numero delle persone che riesce a prendere in carico, ma anche dalla capacità di mantenere relazioni, accompagnare le fragilità e riconoscere i bisogni prima che diventino emergenze.
Il programma completo della Settimana della Salute Mentale è disponibile sul sito ufficiale www.matmodena.it.
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