Scontri a Bologna, il SINAFI: “36 feriti tra le forze dell’ordine, 7 Baschi Verdi. Ora dal Governo servono fatti, non parole”
BOLOGNA – Gli scontri che hanno trasformato le vie di Bologna in un vero e proprio scenario di guerriglia urbana lasciano dietro di sé un bilancio pesante: 36 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti o contusi. Tra di essi figurano sette militari della Guardia di Finanza appartenenti ai Baschi Verdi. Immagini drammatiche mostrano lanci di pietre, bottiglie, transenne e oggetti vari contro uomini e donne in divisa impegnati a garantire l’ordine pubblico.
Di fronte a questi gravissimi episodi di violenza, il Sindacato Nazionale Finanzieri (SINAFI) ha espresso ferma condanna e totale vicinanza a tutto il personale coinvolto, augurando ai colleghi una pronta guarigione per la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati in un contesto di estremo pericolo.
«Quanto accaduto a Bologna è di una gravità inaccettabile», dichiara Gianfranco Vertuccio, Segretario Regionale Emilia-Romagna del SINAFI. «Non possiamo continuare ad assistere a episodi di questa natura senza interrogarci seriamente sulle condizioni nelle quali il personale è chiamato a operare. La politica deve comprendere che la sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente attraverso la tutela di chi è chiamato a garantirla: servono risposte concrete, risorse adeguate e un’attenzione reale».
Sulla stessa linea d'onda interviene anche Paolo Finetti, Segretario Nazionale del SINAFI, che evidenzia l'urgenza di un cambio di passo istituzionale: «Siamo francamente stanchi delle parole e delle attestazioni di vicinanza che arrivano dopo ogni aggressione, per poi essere dimenticate al momento delle decisioni. Chiediamo al Governo e al Parlamento una concreta assunzione di responsabilità: servono maggiori investimenti negli organici, nella formazione, nelle dotazioni, nella tutela legale e sanitaria, oltre a un trattamento economico e previdenziale che riconosca la specificità e i rischi del nostro lavoro».
Il SINAFI sottolinea come il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero sia un pilastro fondamentale della democrazia, che non può tuttavia essere confuso con il diritto di aggredire e devastare. Dietro ogni divisa ci sono persone e lavoratori che meritano rispetto e risposte concrete; il sindacato chiede pertanto l'apertura immediata di un tavolo di confronto con la politica per garantire che la dignità e la sicurezza delle forze dell'ordine diventino priorità effettive dell'agenda di Governo.
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