Siamo entrati “in viaggio con la Sindone”: a Medolla il racconto tra medicina, fede e storia
MEDOLLA – Una serata molto partecipata, tra fede, storia, medicina e riflessione. Venerdì 2 ottobre, nella chiesa parrocchiale dei SS. Senesio e Teopompo di Medolla, si è svolto l’incontro “In viaggio con la Sindone”, organizzato dai volontari della parrocchia in collaborazione con l’associazione ChaTo ets.
Al centro della serata la Sindone di Torino, osservata da prospettive diverse ma complementari: quella religiosa, quella storica e quella scientifica.
A guidare il pubblico nel percorso è stato il dottor Andrea Smerieri, medico chirurgo toracico e studioso della Sindone, che ha illustrato i segni della Passione di Cristo leggibili sul telo dal punto di vista medico. Un’analisi che ha suscitato particolare interesse e commozione tra i presenti, soprattutto quando Smerieri ha ricostruito le lesioni e le tracce compatibili con una morte violenta.
Accanto a lui Franca Giusti, presidente di ChaTo ets, che ha raccontato invece il lungo viaggio della Sindone nella storia, i suoi spostamenti, la sua conservazione e il contesto nel quale il telo è arrivato fino a Torino.
Durante l’incontro è stata esposta una riproduzione fotografica a grandezza naturale della Sindone, nell’ambito dell’iniziativa promossa con il coinvolgimento dell’Università Pontificia Regina Apostolorum.
La serata ha alternato relazioni, momenti di riflessione e canto, intrecciando discipline diverse: storia, architettura, geopolitica, cronaca e medicina. Un approccio che ha permesso di affrontare la Sindone non soltanto come oggetto di devozione, ma anche come documento che continua a essere studiato e interrogato.
A dare un significato particolare all’appuntamento è stata anche una novità presentata al termine dell’incontro: ChaTo ets ha mostrato una riproduzione portatile della Sindone realizzata per essere fruibile da persone ipovedenti e non vedenti.
Un progetto pensato per rendere accessibile anche attraverso il tatto un’immagine che, per sua natura, è normalmente legata quasi esclusivamente alla dimensione visiva.
Al termine della serata Smerieri e Giusti si sono fermati a lungo con il pubblico per rispondere alle domande e approfondire i numerosi temi emersi nel corso dell’incontro.
Per gli organizzatori, la partecipazione e l’attenzione dimostrate dai presenti hanno confermato l’interesse che la Sindone continua a suscitare, proprio per la sua capacità di collocarsi in un territorio di confine tra fede, ricerca, storia e scienza

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