Sicurezza sul lavoro, a Modena oltre 14mila infortuni nel 2025. Anmil e istituzioni chiedono più controlli e nuove tutele
MODENA – Un quadro che continua a mostrare forti elementi di criticità e che richiede interventi urgenti su più fronti: dalla prevenzione all'aumento dei controlli sul campo, fino alla creazione di nuovi strumenti legislativi. È la fotografia emersa a Modena durante le celebrazioni della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall'Anmil sotto lo slogan «Potrebbe essere chiunque».
I dati presentati tracciano un andamento preoccupante per il territorio modenese: nei primi sette mesi del 2026 (tra gennaio e luglio), le denunce totali di infortunio registrate in provincia hanno segnato una crescita del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il bilancio consolidato del 2025 aveva già evidenziato la portata del fenomeno, con circa 14mila segnalazioni e 13 incidenti mortali in ambito provinciale (su un totale di 102 casi registrati nell'intera Emilia-Romagna).
La giornata di mobilitazione si è svolta tra momenti di commemorazione e confronto civile: dopo la funzione religiosa e il corteo cittadino accompagnato dalla banda, i partecipanti hanno deposto una corona d'alloro al monumento dedicato alle vittime del lavoro, dando poi spazio agli interventi istituzionali.
Ad aprire il dibattito è stata la presidente territoriale dell'Anmil, Marina Beneventi Merini: «Quando si parla di infortuni sul lavoro ci si dimentica di chi c'era dietro – ha sottolineato – dietro ogni numero c'è un volto, una famiglia, una vita stravolta. La nostra missione è esserci nel momento più buio. Per questo chiediamo l'istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro e del reato di omicidio sul lavoro: non dobbiamo abituarci a queste tragedie. I dati del 2025 parlano chiaro: dove il lavoro è precario e manca la tutela, aumenta il rischio. Noi non ci arrendiamo».
Sulla necessità di un cambio culturale e operativo si è espresso anche il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ribadendo che «Non dobbiamo abituarci alle morti sul lavoro, agli infortuni e all'idea che siano un prezzo inevitabile da pagare per produrre e competere». Il primo cittadino ha poi aggiunto: «La sicurezza viene prima di tutto: nessun risultato economico può valere una vita umana. Non si può morire per guadagnarsi da vivere».
Tra i nodi principali emersi figura la carenza di personale ispettivo sul territorio. Un aspetto rimarcato con forza dal direttore dell'Inail di Modena, Carmelo Faliti: «È evidente – ha affermato – che il numero di ispettori è ancora troppo limitato rispetto ai compiti da svolgere: sulla sede di Modena possiamo contare su appena quattro ispettori. Lavoriamo in sinergia con gli altri enti di vigilanza concentrandoci sui casi più gravi, ma è indispensabile un forte incremento degli organici».
Sul fronte legislativo, infine, è arrivato l'annuncio dell'assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, che ha anticipato le prossime mosse di Viale Aldo Moro: «Entro l'anno approveremo una legge sulla qualità del lavoro incentrata anche sulla sicurezza, e già la prossima settimana incontreremo i sindacati dell'edilizia per concordare le prime misure».
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