Donne, uomini, giovani e meno giovani: è una piazza gremita, quella di San Felice, in occasione del sit-in, sabato 15 giugno, in memoria di  Anna Sviridenko.

Sul palco allestito per l’occasione, tra i vari interventi l’appello di Serena Ballista- del Consiglio direttivo Casa delle donne di Modena: “Non bisogna abituarsi a questa mattanza. Non è nel destino delle donne quello di essere morte ammazzate dai padri dei loro figli. La tendenza della violenza patriarcale sulle donne può essere invertita perché si regge su presupposti culturali. Dinamiche di potere che intaccano la relazione di coppia. Forse qualcuno potrà aver avuto la tentazione di pensare “povero padre, non riusciva a staccarsi dai figli”: io vi chiedo di rendervi conto della macroscopica contraddizione in termini- ha detto la Ballista- Perché se la magistratura accerterà le responsabilità di quest’uomo, stiamo parlando di fatto di un padre che ha scelto di rendere orfani due bambini di 5 e 3 anni: di madre e anche di padre. Di quale amore stiamo parlando? Spesso questi uomini si giocano la carta dell’amore paterno e anche sui giornali, delle volte, si viene incoraggiati a empatizzare con questi uomini. E questa è la denuncia che facciamo come Casa delle donne. L’autodeterminazione femminile è un problema di lesa maestà alla quale reagiscono con violenza per ristabilire gerarchie di potere”.

In piazza anche il sindaco di San Felice Michele Goldoni: “Il Comune- ha annunciato- si costituirà parte civile al processo”, confermando tutto l’appoggio possibile per la famiglia di Anna. “Come comunità dobbiamo fare la nostra parte, stringerci attorno alla famiglia e combattere questa piaga – afferma il sindaco–. Ho parlato col legale che segue la famiglia, stiamo collaborando. Non era ufficialmente residente da noi ma tutto quello che possiamo fare per i due bambini e per la famiglia noi lo faremo. Come comunità, al primo consiglio comunale utile parleremo di essere parte civile in questo processo”. 

Presente ieri anche Giulio Calanca, che col gemello Davide e la cognata Zina si sta facendo in quattro per sostenere la memoria di Anna, amica di famiglia. “Una donna straordinaria, una figura fuori dal comune, una mamma innamorata dei suoi figli, che ha fatto tutto solo per amore dei figli” ha commentato Calanca. I fratelli hanno organizzato una raccolta fondi per sostenere la famiglia di Anna (il rientro della salma in Bielorussia è complicato e rischia di essere molto costoso) e i figlioletti, due maschietti di 3 e 5 anni. Ora proprio loro sono la priorità: i servizi sociali di Modena stanno gestendo questo delicato passaggio. L’orientamento è quello di affidarli ai nonni materni arrivati a Modena dalla Bielorussia dove vivono, ma è possibile anche che il futuro dei due bimbi posa essere comunque Innsbruck dove la mamma viveva  con loro alternandosi a San Felice sul Panaro e dove anche la mamma di Anna trascorreva lunghi periodi per aiutare la figlia. 

Alla manifestazione di San Felice sul Panaro hanno aderito: Anpi sezione Area Nord, Piazza del mercato, Udi Modena, Casa delle donne Modena, Centro antiviolenza Ucman, Donne in centro, Cgil, Cisl, Arci Confine, Conferenza donne Pd Bassa modenese, Pro Loco San Felice, Crescere Insieme, Non una di meno, Coordinamento dei Circoli Pd Bassa modenese, Giovani democratici provincia Modena, Associazione Giorgio La Pira, Associazione Il Porto, Caritas.

 
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